DEFINIZIONE DI AMBIGUITà E AMBIVALENZA

Normalmente siano abituati a pensare e quindi filtriamo la realtà, secondo il principio che ci sia cioè un rapporto univoco tra percezione e conoscenza, vale a dire che le cose e le persone, siano quello che sembrano. L’esistenza delle figure ambigue (che, a seconda della messa a fuoco, rappresentano alternativamente oggetti diversi), delle illusioni percettive (miraggi) e degli inganni della conoscenza (ideali illusori, teorie false ritenute vere etc.) non mina la nostra fiducia nel relazionarsi ed intenzionare il mondo così com’è, così come appare.
Ambiguo è “quello che può venire inteso in vari modi o prestarsi a diverse interpretazioni, dando luogo di conseguenza a dubbi, incertezze o confusione”3. In genere l’ambiguità viene definita dal punto di vista dell’osservatore. Un soggetto è ambiguo quando può venir compreso in vari modi e il suo comportamento può dare adito a “diverse interpretazioni, generando di conseguenza dubbi, incertezze o confusione”. Ma per il soggetto che manifesta ambiguità non c’è dubbio, né incertezza, né confusione.
Sul piano psicologico e interpersonale il problema posto dal comportamento ambiguo di una persona, è che esso si colloca esattamente nella dimensione intermedia tra la fiducia nell’apparenza e la certezza dell’illusione e dell’inganno; se sapere di potersi fidare o di essere ingannati da un partner consente di prendere le adeguate contromisure, di fronte alla sua ambiguità si è costretti ad oscillare tra aspettative proiettive positive o negative: l’ambiguità genera pertanto necessariamente ambivalenza.
L’ambiguità di una persona alla quale si è legati da un legame affettivo intenso (o, in generale, da un rapporto di dipendenza) suscita un’indeterminatezza ansiosa particolarmente intensa, talora insostenibile, dubbi e interrogazioni destabilizzanti che necessitano di essere dissolti ma non possono esserlo. Il soggetto ambiguo infatti per sua natura resta contraddittorio, sfuggente e indefinito per l’osservatore, sia nei suoi comportamenti che nelle sue comunicazioni, sia per quanto attiene le sue motivazioni.
E’ proprio questo sfuggire alla possibilità di circoscrivere un soggetto ambiguo facendo riferimento ai criteri definitori dei disturbi di personalità oggi riconosciuti, a portare a considerare proprio l’ambiguità il tratto caratteristico di una tipologia di personalità e a ricercarne i contrassegni (Merkmale in senso schneideriano) sui piani descrittivo e comportamentale, cosa che rappresenta lo scopo di questa nota.

Fonte

Pubblicato da

Melania Emma

www.melaniaemma.com

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.