QUALCUNO DOVREBBE DIRE QUELLO CHE ACCADE DOPO

Qualcuno in gruppo mi fece l’appunto di non dire “dopo che siamo riusciti faticosissimamente a liberarci di loro, serpeggia il vuoto”. In effetti parlavo per me, non per chi lo riempie subito, chiedo scusa. Ricordo a chi lavora su se stesso in terapia, che “il vuoto” è quello che chi ha fatto credere di poterci sentire piene CON e DI loro. Qui una bellissima lettera a Cinzia.

Cara Dottoressa,
nessuno mi aveva detto cosa avrei dovuto passare dopo aver chiuso la porta di casa al narcisista perverso che mi ha distrutto la vita per più di dieci anni. I primissimi mesi mi sono sentita liberata, come in una favola, sentivo di poter ricominciare a respirare e a vivere dopo quell’agonia quotidiana. Non avevo più paura, non dovevo più monitorarlo in continuazione per capire di che umore fosse e adeguare i miei comportamenti di conseguenza per non irritarlo.
Ma dopo i primi tempi euforici il crollo. Nessuno mi aveva detto come sarebbe stato dopo. Che non sarei più riuscita a chiudere occhio la notte, che non mi sarei più riconosciuta, che dovevo a imparare a camminare da sola, contando solo sulle mie forze. Nessuno mi aveva detto che il compagno delle mie nottate sarebbe stato l’alcool per aiutarmi a riconnettermi con me e ricordare e sentire tutte le cose che avrei voluto dimenticare ma allo stesso tempo tenere vive. Nessuno mi aveva parlato dell’ansia e degli attacchi di panico che accompagnano la fine di queste relazioni. Non sapevo più dove sbattere la testa. Per poi incappare in un altro come lui e dover iniziare a fare i conti seriamente con me stessa per cercare di capire perchè ci si butta tra le braccia di uomini crudeli e perversi.
Nessuno mi aveva detto che il percorso sarebbe stato così difficile e tortuoso e avrebbe condotto a un viaggio dentro se stesse come quello che si può fare dentro ad un abisso. Cercare di capire le proprie ferite per sanarle, entrare in contatto con la solitudine più buia e cercare di dare un senso a quello che ho vissuto e vivo. Del resto sono figlia di una narcisista cronica che non si è mai occupata di me. Credo che tutto sia partito da lì e non si può cancellare il passato. Il percorso terapeutico che ho intrapreso mi sta un pò aiutando ma il grosso lo devi fare da sola. Sto leggermente meglio, a tratti, ma qualcuno dovrebbe dire quello che accade dopo.
Un cordiale saluto
Doriana

RISPOSTA:
Io ci ho provato col mio libro, Doriana. Nelle ultime pagine de I serial killer dell’anima parlo esattamente di quel che narra lei. Intitolai quel capitolo : “E poi?….. sarà come morire”
Perchè esattamente di una piccola morte si tratta e le complesse dinamiche che legano indissolubilmente le vittime ai loro narcisisti perversi una volta spezzate determinano conseguenze e strascichi molto pesanti. Forse per questo staccarsi da loro risulta così spaventosamente difficile. Eppure, se ci pensiamo bene, non c è cambiamento che non richieda sforzi colossali e l’adattamento alla nuova situazione rappresenta un vero e proprio percorso di conoscenza approfondita di se stessi. Al di là delle conseguenze psicologiche e psichiatriche che ha giustamente deciso di affidare alle cure di un medico e che vanno a determinare una vera e propria sindrome (che io e un’equipe di studiosi in materia stiamo cercando di portare all’attenzione della comunità scientifica e abbiamo battezzato SDMR – Sindrome da Manipolazione Relazionale), che periti del settore quali il Prof Pier Pietro Brunelli han chiamato Trauma da Narcisismo, ci sono altre ripercussioni.
Ma la voglio invitare a guardare la parte positiva di questa tragica esperienza. Sono poche le cose che possono accadere a una persona in grado di determinare cambiamenti profondi. Parlo di cambiamenti strutturali. Del proprio modo di vedere e di sentire la vita. Parlo di maturità emotiva e crescita, di spiritualità. Ma sono certa che lei sa bene di cosa sto parlando. Si tocca il fondo per sprofondarci e poi risalire. Il decollo è difficile e gli intoppi sono numerosi. Troppi anni di dipendenza affettiva richiedono un giusto periodo di disintossicazione. Mi dice che ha trovato un altro uomo simile al precedente ma non si sofferma sulle nuove problematiche che sta affrontando. Mi permetto, però, di suggerirle, dato che l’ha riconosciuto di lasciarlo andare subito. Non ha bisogno di replicare il suo vissuto. E anche se è figlia di una madre narcisista é bene che questa ferita la curi in terapia. La coazione a ripetere nasconde spesso il bisogno di riparare quel che è accaduto in precedenza. Ma non si ripara con un altro narcisista. Bisogna lasciarli andare e provare a perdonare e perdonarsi. Non butti via altro tempo cara. Da sola ce la può fare benissimo e quando capirà di potercela fare con le sue gambe sarà pronta ad accogliere altro.
Un forte abbraccio
Cinzia Mammoliti
http://www.cinziamammoliti.it

Pubblicato da

Melania Emma

www.melaniaemma.com

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