IL PRIGIONIERO E IL FABBRO

Una metafora della psicoterapia scritta dall’immenso Enrico Maria Secci.
C’è una prigione buia con una persona dentro.
C’è una porta di ferro chiusa con diverse mandate.
C’è una serratura, ma la persona non la vede.
Ha già cercato a lungo una soluzione apparentemente impossibile, sin quasi alla resa.
C’è un fabbro fuori dalla gabbia. Può fabbricare chiavi di ogni forgia ma ha bisogno che il prigioniero lo aiuti.
Com’è la porta?
Com’è la forma della serratura?
A tentoni, il prigioniero può rispondere mentre il fabbro lavora.
Dalla fucina possono arrivare nella cella lampi di luce.
Il prigioniero può vedere a sprazzi e fornire dettagli più precisi al fabbro.
Poi il silenzio.
La chiave gira più volte.
La cella è aperta e il fabbro se ne va.
Il prigioniero abbasserà la maniglia per uscire?
Enrico Maria Secci, Blog Therapy

Pubblicato da

Melania Emma

www.melaniaemma.com

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