MA NO, NON é ROSA…

Un narcisista trasferisce il suo vuoto e il suo immenso dolore su chi lo ama, riuscendo a far provare lo stesso identico dolore impotente all’altro. Al narcisista non basta vomitare fuori il suo dolore per liberarsene, gli serve proprio che un altro lo impersoni per lui, perchè solo il poter vedere affogare qualcun altro lo fa sentire a galla. Quando ero finalmente piegata dal dolore, accusata senza possibilità di appello, disperata perchè più tentavo di aggiustare e più tutto peggiorava, annientata come non si può descrivere se non ci si è passati, incredula che chi dovrebbe amarti ti stia facendo questo da ore e possa davvero pensare di te le cose che dice… solo allora mia madre addolciva la voce, i gesti, le movenze. La vedevo più leggera ed euforica, come sollevata. Il mio stato di shock dei pesanti giorni dopo era pari solo al suo leggiadro far come se nulla fosse mai stato. Ad un mio sempre maldestro tentativo di comprendere il perché dell’accaduto, sia subito o sia tempo dopo, venivo blandita e schernita, “Ma come sei pesante, ma ci stai ancora pensando? Ma a che ti serve rimuginare tanto, è passato, no? Adesso lo vuoi far diventare quello che non è? Non dare tutta questa importanza alle cose, sii più leggera e spensierata, su, sennò ti ammali”.
E infatti ci si ammala. E poi ti urlano “curati”.
E’ un copione che negli anni si affina fino a che diventa automatico che tu, mentre sei in un momento da solo e ti credi in pace, accade che ti ritrovi a fissare l’oblò della lavatrice che va, facendo caso a che il bianco del bucato vira leggermente al rosa: “Oddio, avrò per caso infilato qualcosa di rosso per sbaglio?” ti chiedi subito, ma CONTEMPORANEAMENTE ti dici anche: “Ma no, è una tua impressione, non è rosa…non vedi? Guarda bene, è solo un effetto del vetro”.
Ti fai gaslighting da solo. E alla fine del lavaggio trovi lo slip rosso.
E’ un meccanismo infernale, che fa leva sulla simbiosi di un rapporto patologico e sull’estremo bisogno di esistere di chi si rapporta ad un narcisista.
Sentirsi accusati da un genitore è come perdere prima di giocare, perchè egli può, egli sa, egli decreta e tu sei piccolo, non hai autorità. Ma che adulto diventa un bambino su cui si è abusato di autorità? Da cosa mai si deve poi difendere un cazzo di bambino che mangerà impotenza e frustrazione per tutta la vita?

Melania Emma

4 pensieri su “MA NO, NON é ROSA…”

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