L’ANELLO DEBOLE SPEZZA LA CATENA

Sciogliere per sempre le catene d'”amore”di un anatema familiare, significa:
– ammettere che non si sa amare incondizionatamente
– ammettere che non si è persone mature
– ammettere che ammettere questo è durissima
– ammettere che si ha bisogno di aiuto
– ammettere che non si è mai accettato di venire delusi dal partner e, peggio ancora, che non si è mai accettato di deluderlo
– ammettere che tutte le persone sono solo esseri umani e hanno limiti e brutture
– ammettere che è finita un’epoca, quella delle illusioni, fatta di principi e regine, diavoli e santi, uomini cattivi e donne terribili o uomini buoni e donne meravigliose.
– ammettere che si ha davanti una strada in salita (ma finirà da qualche parte)
– ammettere che si ha paura
Queste ammissioni non basta farle un giorno in un momento, vanno vissute per un periodo come fosse un lutto, possibilmente lontano dalla fonte “tanto amata”. Non si è crudeli e non si è sadici, la fonte amata forse soffrirà, ma quel che è certo è che soffre anche chi scioglie le catene. Il senso di colpa sarà soffocante, sembrerà di tradire la fonte amata, di essere dei carnefici egoisti e insensibili.
Ma c’è in ballo un modello errato di amare che, se si vuole davvero sostituire con uno sano, va abbandonato, pena il tradimento verso se stessi, pena l’essere i carnefici di se stessi.
Si tratta di “scambiare” il dolore vecchio (vissuto nella relazione incatenante e che ben si conosce) col un dolore nuovo (quello che verrà durante questo lutto, che vedrà morire i copioni e i personaggi che li recitavano).
Quando si trova la forza di uscire da una relazione incatenante, non si può farlo senza dolore, senza paura e senza sentirsi in balia di un futuro angoscioso. Si perde il controllo di tutto, si è sempre lì-lì per ritornare sui propri passi e chiedere scusa, si soffre tanto.
E’ un percorso che non durerà (anche se sembra) in eterno e va fatto con qualcuno che accompagna delicatamente senza giudicare, che è sempre lì appena monta la disperazione, appena arrivano i dubbi che non si sta più facendo la cosa giusta, appena si perde di vista (e accade ogni momento!) che si sta facendo finalmente qualcosa per sè stessi.
Questo qualcuno ricorderà i meriti, evidenzierà i piccoli successi, incoraggerà le novità introdotte cui non si è più abituati, fossero anche la banalità di un nuovo smalto o il “coraggio” di cambiare auto.
Si dovrà un pò considerarsi convalescenti, senza pretese da sè stessi, in via di disintossicazione e guarigione, persone che hanno dato “a perdere” pur di venire amati. Si avrà a che fare con una persona (se stessi) che non si conosce, che non saprà nemmeno scegliere se al bar vuole un caffè o un cappuccino, perché non ha mai saputo se è un tipo da caffè o da cappuccino. E si piangerà per questo non sapere chi si è, si piangerà per ogni cosa capendo che non era stata nostra, ma era solo stata indotta. Tanti pezzi se ne andranno, pezzi altrui, pezzi della simbiosi che muore. Sarà bellissimo.
Posso garantire personalmente che ce la si fa. CE LA SI FA.

Melania Emma

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Melania Emma

www.melaniaemma.com

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