ORA CURATI TU!

Esiste una correlazione tra la gravità del disturbo e l’indisponibilità ad accettare un aiuto professionale, anche quando il danno esistenziale del problema è reso evidente da sintomi marcati (depressione, insonnia, abuso di sostanziante, dipendenza sessuale, ecc.): quanto più è forte la resistenza, tanto più è strutturato il disturbo narcisistico di personalità” dice Enrico Maria Secci sul Narcisismo Patologico.
A me, con l’ex, successe di ricevere questo sms, una mattina di marzo del 2013: “…sento di aver bisogno di aiuto. Ti chiedo se puoi e vuoi, di farmi avere il numero dello psicologo che conosce la tua amica, sono serio. Se non sarà lui, sarà un altro…grazie”. Ci andò di corsa, ci stette meno di un anno e altrettanto di corsa scappò. Nel frattempo la terapeuta lo inviò dalla psichiatra, dietro sua richiesta di avere un farmaco per “stare su”. Scappò anche dalla psichiatra e sospese l’antidepressivo (sertralina) senza scalare. Quell’ometto era in realtà solo preso dalla smania di lasciarmi (ma senza sporcarsi) , di liberarsi di me e quello che significavo (il suo fallimento), di dimostrare che lui non aveva bisogno di niente e nessuno, per arrivare a dirmi tronfio: “Io il mio dovere l’ho fatto, ci sono andato un anno, ora curati tu!” e poi rimettersi i vecchi, comodi e familiarissimi abiti di venditore di nebbia quale era.
Ho capito così sulla mia pelle quanti di  questi personaggi girino indisturbati là fuori, mentre sono le persone empatiche (diventate dipendenti affettive, ossessive, malate, depresse, ecc.) a stare sedute sulla poltrona del terapeuta a lambiccarsi il cervello per cercare di capire.
Quando un NP va in terapia purtroppo “vede” delle cose di sé, ne scorge altre di non piacevoli, guarda giù nel pozzo ed è proprio da qui la sua reazione di ribellione, fuga e stacco: “Non voglio vedere i mostri cattivi!”, dice il suo bambino che soffre.
Molto meglio puntare lo sguardo sul partner (per un narcisista patologico il Male è SEMPRE fuori da sè, non dimentichiamolo mai!) e attribuire agli eventi o al partner la personificazione assoluta del Male: il partner è lì e si presta inconsapevole, così che il NP può inscenare la plateale uscita di scena mentre vince il Mostro e il Male e lui, pulito, si allontana fiero.
Questa scena è un classico del genere, che si ripete all’infinito se si entra a far parte del teatrino di queste persone profondamente patologiche. Abilissimi nel porre il peggio fuori da loro (ossia noi), abilissimi nel sentirsi giustificati a fare del male in nome di una Virtù più alta (ossia loro stessi).
Oltre questa scena, che è il culmine massimo del melò interpretativo che raggiunge un NP, non troverete mai nulla: a loro piace la rappresentazione teatrale di loro stessi mentre si liberano del Male, con ampi gesti e grandi parolone, con porte sbattute e grandi uscite, con telefonate e lettere d’addio, con liste infinite di quanto hanno fatto ricevendo solo ingratitudine e (attenzione, questa non manca mai!) con lista immancabile di quanto avevano (avuto) in progetto di fare se non fosse che noi glielo abbiamo impedito col nostro brutto carattere.

Parafrasando quindi il dott. Secci, esisterebbe anche una correlazione tra il livello di empatia portata allo stadio di malattia (dipendenza affettiva) e la disponibilità ad accettare un aiuto professionale, perchè il danno esistenziale del problema è reso evidente da sintomi marcati (depressione, insonnia, ansia, ossessione, somatizzazioni varie, attacchi di panico, tumori, ecc.): a ben pensarci, un dipendente affettivo è cresciuto a pane e colpa, per lui è accettabile sentirsi dire dal terapeuta “Il tuo problema è questo”, perchè l’empatico, reso dipendente e ossessivo, ha sempre avuto quell'”amore del perchè”, del cercare di capire, del volerci vedere chiaro. Egli resterà seduto sulla poltrona del terapeuta finchè non ha capito e finchè non avrà dato il nome ad ogni mostro che incontra.
Un empatico, proprio per le sue caratteristiche, avrà il 100% di probabilità di NON invalidare una terapia psicologica: egli in passato ha collaborato coi mostri, pur di scavare in cerca dell’amore… figuriamoci se non collaborerà col terapeuta in cerca della Vita!

Melania Emma

Pubblicato da

Melania Emma

www.melaniaemma.com

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