FUGA DALLA LIBERTà

Non c’è neanche un minuto, nella relazione patologica, in cui il Dipendente Affettivo ami veramente. Cioè ami per puro amore, senza nessun disegno, bisogno o illusione dietro. Il DA non è profondamente innamorato di te (forse è profondamente legato), egli vuole solo venire amato, questa è la sua estrema necessità e la sua condanna, e per questo non sarà mai autonomo. Condannato ad amare per venire amato ma, curiosamente, quando viene davvero amato, si spaventa e fugge: è abituato alla sofferente scalata, ai problemi, al rifiuto. Il suo oggetto d’amore non sei nemmeno tu, ma lo è la relazione: tu o un’altra fa niente, basta che ci sia in piedi la relazione con tutta la giostra in cui ballare. I tuoi pregi, le lodi che ti fa e la sua estrema dedizione, diventeranno un giorno i tuoi difetti, diventeranno le accuse, le lamentele e i suoi pianti. Avrà paura proprio di ciò per cui ti adorava un tempo. Tra te e un’altra, la scelta sarà esclusivamente in base a quanto si sente protetto e a quanto il gioco gli viene retto: quella che più lo spingerà a crescere sarà scartata. Se ti  coinvolgi con lui, ti chiederai dove hai sbagliato e sarai ossessionata da cosa dici, come lo dici, se dirlo, se non dirlo. Comunque, che taci o che parli, lo ferirai. La spontaneità non pagherà più. Quello che conta è solo non sfilargli via la terra sotto i piedi con la dose di realtà quotidiana che non vuole vedere. Ti odierà per come sei reale e genuina. Eppure ti bramava per lo stesso motivo. E non si staccherà comunque mai dal pantano di sofferenza.
La differenza tra questi esemplari e un narcisista a volte è sottile, perché la manipolazione è fortissima e assolutamente involontaria, almeno fino a quando il DA non ne prende atto e decide di cambiare perchè soffre del suo stato. Si distingue il DA da come reagisce al presunto o effettivo distacco: panico, senso di perdita totale, senso di fallimento, drammaticità, rabbia, somatizzazioni, annullamento, voglia di sparire, farsi male o morire, fino ai tentati suicidi e infine la sua modalità peggiore: aggrapparsi. A te, se ha solo te, ma anche alla stessa fonte di dolore da cui fuggiva stando con te, se questa gli può servire a illuderlo e proteggerlo meglio di te. Egli non va condannato o giudicato o allontanato, sono persone empatiche e profonde, sensibilissime e amorevoli, ma il loro modus di amare è uno stato di allarme costante, di perdita, di accettazione, di necessità, di richiesta. Possono e devono imparare ad amare meglio, un narcisista in questo non ha alcuna speranza di vita, invece. Il DA è una persona in fuga dalla libertà, soffre veramente, si tormenta, usando questa sofferenza per farsi accogliere e amare. Egli cerca una base, vuole volare con la rete, cerca sostegno. Egli ama nel dolore e non nella gioia, quindi se gli offri troppa luce lo accechi. Un amore così è abnegazione, simbiosi, fusione in cui nessuno sarà mai libero, nessuno crescerà e non si chiamerà mai Amore.

Melania Emma

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Melania Emma

www.melaniaemma.com

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