LA DOMANDA

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Nel post del 25 aprile sulla Stima, una cara lettrice commentava sulla Pagina FB: “…mi domandavo perché, nonostante l’amore che pensavo di provare, avessi così poca stima di lui”. Ebbene, io una mia risposta l’ho trovata ed è in realtà LA domanda che mi ponevo anni fa iniziando la terapia, capendo pian piano che razza di specie aliena avessi mai amato. Sì, la mia risposta è questa domanda: E SE INVECE AVESSI PRETESO DI AMARE QUELLA PERSONA PER ESSERGLI SUPERIORE? Io credo che sia tutto qui, la famosa Hybris (termine greco che indica tracotanza e superbia) che incatena un dipendente affettivo e che solo la psichiatra Selvini Palazzoli ha usato in Italia per descrivere questa tragedia (qui il mio articolo).
E se, dunque, quel nostro immenso amore non avesse un bel nulla a che fare con Amore, Stima e Rispetto, ma fosse solo una gara (al massacro) per dimostrare quanto si è bravi e degni di venire amati (da chi ovviamente è perdutamente anaffettivo e indisponibile)? Preciso che la “superiorità” di cui parlo, è di tipo affettivo: quante volte un dipendente affettivo vede benissimo l’anaffettività del suo oggetto d’amore e, invece di mollare il colpo e fuggire lontano, gli parte da molto lontano quel “io ce la farò!” che racchiude tutta la presunzione narcisistica della fame d’amore? La “dote” di cui si sente pervaso il dipendente affettivo è più o meno questa: la grande capacità di amare/contenere/sopportare fino a colmare addirittura quel loro vuoto che, una volta pieno del nostro amore, si riverserà su di noi restituendoci l’amore che desideriamo ricevere. A questa follia si troverà guarigione solo invertendo il processo: tappando il NOSTRO buco affettivo, cosi che nessun NP risulti sfida appetibile ma solo quel che è: vuoto cosmico, noia, malattia, povertà di spirito.
Sono sempre più convinta che il dipendente affettivo abbia un bel demone da distruggere, la Hybris, appunto. Tolta quella assurda sfida, la devastazione e il dolore di sottoporsi alle angherie dispensate dal narcisista patologico sarebbero inesistenti, quindi la “guarigione” di un dipendente affettivo consiste “solo” nell’uccidere la Hybris, sempre ben travestita da buonista, da crocerossina, da soccorritrice, da accudente, da principessa, da maestra, da angelo, vittima, martire, santa.
Un NP per sua natura non può fare altro che il mestiere di NP, è un dead man walking condannato a fare quello che fa, ma quanto senso ha starci sopra per anni a studiarli in tutte le loro sfumature e gradi, se proprio il dipendente affettivo è la toppa perfetta in cui entra la loro chiave e si spalanca la porta dell’abisso di dolore in cui si precipita al rallentatore? Per “vincere” l’amore di una persona senz’anima, ci si ipoteca la salute fisica e mentale, si stringono i cordoni coi figli, si attendono anni illudendosi che alla fine il premiato amore arriverà. In realtà arriveranno vecchiaia, malattia, delusione, stanchezza e la certezza di una vita senza Amore, vissuta nella pretesa di amare una persona di molto inferiore a noi, solo per essergli superiori. NON PERMETTETE QUESTO A VOI STESSI. Un abbraccio!
Melania Emma

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Melania Emma

www.melaniaemma.com

2 pensieri su “LA DOMANDA”

  1. Ti ringrazio profondamente di questo articolo che ho letto come tutti gli altri… Sono uscita da una devastante relazione di 5 anni con un essere senza anima, relazione il cui aspetto che mi ha sconcertata di più è stata proprio la mancanza di stima nei suoi confronti. Ero come sdoppiata… Da un lato vedevo le gravi anomalie del suo comportamento e le inqualificabili umiliazioni e crudeltà di cui era capace ma dall’altro ero come drogata dalla tenerezza, sessualità e protettività che dimostrava in altri momenti. Cinque lunghi anni in cui l’altalena del riprendersi e lasciarsi (48 volte!!!) mi ha completamente svuotata anche se ogni volta un tassello non tornava mai come prima. Cinque anni per capire che anche i momenti belli avevano da parte sua qualcosa di infernale e manipolatorio. Sono riuscita a passare sopra a cose per me inaudite… Atteggiamenti e parole crudeli che sembravano scaturire dal niente. Come giustamente scrivi…una lotta al massacro, un carattere di sfida che ha caratterizzato lucidamente tutta la relazione. Mi feriva, lo lasciavo, gli scrivevo lettere in cui dissezionavo ogni sua parola e gesto con l’intenzione di “ucciderlo” ed annientarlo… Lui dopo la sua pausa di uno-due mesi tornava con sceneggiate sempre più raffinate in cui “concedeva” qualcosa in più che prima non aveva dato, per poi ricominciare la giostra dell’umiliazione dopo periodi che diventavano sempre più brevi. Che Hybris feroce avevo!!! Mi hai spalancato un mondo con queste parole!!! Come è finita? L’ultima volta il periodo di “luna di miele” non c’è stato affatto!!! Da subito ha ricominciato con un’arma nuova…l’indifferenza, perfino la freddezza fisica (cemento passionale che mi aveva permesso di illudermi così tante volte!) e la percezione che avesse un’altra… Un incubo di tre mesi in cui tutto dentro di me mi urlava di scappare… Bugie sempre più grottesche, io che mi ero trasformata in uno stalker che spiava ogni sua mossa alla ricerca della “prova” per lasciarlo. Ma lui era furbo, un professionista della doppia vita e della menzogna! Prove certe non ne avevo anche se circostanziali a bizzeffe… Un giorno provai a baciarlo e lui si girò dall’altra parte…capii che non solo era finita ma forse non era mai stata una relazione e ci lasciammo così…con lui che mi accollava colpe inesistenti ed io che ero svuotata ed annichilita. Un anno è passato e solo ora sto un pochino meglio… Forse la mia Hybrys si era un po’ placata o la mia dignità personale non mi permesso di passare sopra anche al disamore… Non so… Le sue ultime parole ancora bruciano nella notte.. “non me ne frega un cazzo di te!” E di giorno sono serena, mi sono riappropriata della mia creatività, delle mille cose che amo, ma la notte ancora tornano gli incubi e rivivo dettagliatamente ogni singola parola ed episodio sgradevole, sconvolta da quali enormità abbia potuto ignorare o fingere di superare per un “grande amore” mai esistito e solo sognato nei confronti di un uomo che non ho MAI stimato un singolo momento!!! Grazie!!!

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    1. Cara Patrizia, sono contenta di leggere che “qualcosa” ti ha impedito di continuare, non sai che dono hai ricevuto, resta sempre in quel “qualcosa” perchè se e quando tornerà dovrà trovarti SALDA. Sii dolce con te, un anno è ancora poco, ma complimenti per l’enorme consapevolezza che dimostri. Descrivi perfettamente la dissonanza cognitiva in cui si vive molti anni con loro, da un lato il loro amore perfettamente recitato in ogni dettaglio, dall’altro la verità che ci grida il nostro istinto: “… drogata dalla tenerezza, sessualità e protettività che dimostrava…per capire che anche i momenti belli avevano da parte sua qualcosa di infernale e manipolatorio”. Non ho ben capito perchè ho trovati questo tuo commento nello spam, visto che non sei nuova in questo blog, ma scusa se ci ho messo un pò ad approvarlo e risponderti. Ma sei forse quella Patrizia Marini che fa gioielli un pò retrò, di cui seguo la Pagina FB? O forse sei un’omonima?
      Ti auguro comunque ogni bene, grazie per la tua testimonianza coraggiosa!
      Melania Emma

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