Il masochismo morale (inteso come autolesionismo) è la deliberata scelta dell’opzione peggiore, proprio il volerla con convinzione e ostinazione sapendo bene che nuocerà, pur di scongiurare quell’ancor peggiore dolore dell’angoscia che provocherebbe la cosa più temuta dal masochista: la felicità.
È un patto (autosabotaggio) continuo: scelgo il disagio di soffrire per qualcosa che almeno induco io e quindi posso controllare, piuttosto che il disagio di lasciare che accada di essere felice, ingestibile, perchè vivere “a pieno regime” comporterebbe non avere più scuse per lamentarmi né colpe per altri.
Il masochista morale, o autolesionista, ad un passo dal Paradiso, cerca e trova (e se non c’è, la crea abilmente) l’ottima e concreta ragione (impedimento) per non toccare la sua felicità.
La sofferenza anelante alla felicità irraggiungibile, é la sua comfort zone. Un improvviso bagno di felicità lo scompensa. Nel trattenere la felicità egli, soffrendo, gioisce. Per il resto del mondo, soffre eroicamente.
Cit. “Come posso dire NO a qualcuno ed essere felice io?” (qualcuno: autorità cui devo tutto e verso cui, diventando felice io, passerei da ingrato)
Melania Emma

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Melania Emma

www.melaniaemma.com

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