LA MIA LUNA ROTTA #9

Un mucchietto di ossa e pelle per un metro e cinquanta. Completamente senza memoria e cognizione. Questo è diventato oggi il più grande brutto ricordo di tutta la mia vita, la mia lotta mai vinta per ottenere il suo amore, quello di una madre narcisista patologica ormai anziana.

Quanti di noi hanno scoperto con chi avevano a che fare, leggendo i propri sintomi descritti qua e là (dpts, tdn, nvs, ecc.) oppure entrando in terapia e sentendosi dire di essere vittime di abuso narcisistico? Quanti di noi l’hanno mai veramente visto scritto, diagnosticato, che il loro abusante era una persona patologica? E così, si é andati avanti anni, dubitando noi stessi di essere quelli pazzi, esagerati, troppo sensibili…

Beh…non trovo le parole per descrivere cosa provo io in questi giorni mentre leggo nero su bianco “disturbi del comportamento”, “psicosi”, ecc. riferiti a mia madre anziana. La mia NP doc. La mia luna rotta.

Non si può essere obiettivamente felici per una disgrazia umana, ma quella bimba che sa bene cosa ha vissuto e da cosa è scappata, é come se oggi vedesse un gigantesco puzzle ricomporsi rapidamente sotto i suoi occhi.
Finalmente il disegno completo.

La visita per il decadimento cognitivo é stata accurata, sono stata ascoltata separatamente come unica figlia. Non era importante risarcire il mio passato, ma stabilire lo score rating presente, per diagnosticare una demenza severa che nulla ha a che fare con l’Alzheimer, ma con una vita folle, in corsia preferenziale, fuori da ogni regola civile, umana, etica. Una demenza, quindi, “conseguenza naturale” di un cervello predatore, che l’anno del Covid ha solo precipitato.

É come se un Tribunale, senza volerlo, mi avesse dato ragione e giustizia. Un conto è saperlo. Un altro conto è leggerlo scritto.

E poi l’aspetto della memoria: non può più odiare, non le riesce più (“per il rancore ci vuole memoria” potrebbe essere una mia pillolina, ma ho dismesso anche quelle). Ha solo frasi, gesti, atteggiamenti automatici in cui sprizza il suo solito odio potente, ma 15-30 minuti dopo é assorbita da altro, completamente dimentica dell’anatema appena lanciato e comunque incapace di applicarlo autonomamente.

Allo “spettacolo” di un NP disattivato, anzi, dissolto, é strano abituarsi, ma é un piccolo augurio che faccio a chi mi legge ancora su questa Pagina/Blog mentre scrivo quest’ultimo capitolo, il nono, della sezione #mammachenonseialtro iniziata due mesi fa. Penso a tutti quei figli (ne conosco moltissimi) che vivono il dolore di vedere i loro amati genitori perdere la memoria, tutto l’amore e il passato dissolti, un patrimonio sgretolato. E poi penso a me, a quelli come noi, al sollievo. Sì, la parola è questa. Nemmeno lei soffre, avendo perso il suo sentimento preferito, l’odio.

Sappiate che siete molto di più dei vostri genitori biologici, qualsiasi nefandezza abbiano commesso e qualsiasi ne abbiate patita e forse mai superata. Arriva il tempo in cui le cose hanno il loro nome, i punti combaciano e nemmeno serve più spiegare. Bisogna solo riposare.

Mi trovate come sempre nella chat, DM e stories di Instagram: @melaniaemma.studio


Con amore,
Melania Emma

1 commento su “LA MIA LUNA ROTTA #9”

  1. i genitori iperprotettivi o iperassenti danneggiano i figli, nello stesso modo. Questi figli li accomuna l’ossessione per la fame di normalità. Diversamente amati.

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