DOPO LA FINE DI UNA RELAZIONE CON UN NP LI VEDO DAPPERTUTTO

Cari lettori,
ho una domanda in apparenza semplice che una lettrice mi pone e mi chiede di pubblicare. Con la sua domanda, pubblico anche la mia risposta al suo quesito, ma soprattutto chiedo a VOI un vostro commento per dare un parere….si sa quant’è importante sentire diverse campane, no? Ringrazio tutti fin da ora 🧡
Melania Emma

DOMANDA
“….avrei una domanda, la domanda magari potrà essere ripubblicata perché immagino che il mio possa essere un dubbio comune, se invece il discorso è stato già affrontato chiedo scusa in anticipo.
Allora, io sono uscita da un tira e molla di 5 anni con un narcisista, uno dei peggiori, esattamente conforme al peggiori stereotipi che possono essere stati descritti, fortunatamente dopo anni di dolore, terapia e maltrattamenti ho smesso di vedere e sentire questa persona da luglio e con la scusa che lo avrei denunciato (essendo lui molto furbo mi ha lasciata in pace). Nel momento in cui ho lasciato andare lui ho conosciuto ad agosto un altro ragazzo con cui ho iniziato una storia, già di per se problematica che è finita a dicembre con episodi casuali.
Ora vengo alla mia domanda, analizzando la cosa ho sempre più il sentore che questa persona che frequentavo fino a poco fa sia un altro narcisista, purtroppo quando si è dentro si vede poco e avendo anche solo questo istinto preferisco non continuare la cosa.
La mia domanda ora è: dopo la fine di una relazione con un narcisista, dalla tua esperienza, è più comune essere “paranoiche” e vedere il male o il narcisista ovunque o al contrario siamo più attente a individuarlo? Spero di essermi spiegata.”

RISPOSTA
Ti rispondo per la mia personale esperienza: dopo la fine della mia vecchia storia col narcisista (covert), ero in terapia serrata e non volevo assolutamente relazioni di nessun tipo, proprio perché (come dici tu) li vedevo dappertutto ed ero conscia che non avrei saputo individuare uno sano da uno bacato. Quando mi sono rafforzata un po’ emotivamente, ho accettato alcuni mesi di sesso (chiamarla storia é ridicolo) ma solo perché era impegnato e non avrebbe potuto chiedermi di più e quindi, forte di questo, ero io in controllo. Fino al punto di chiudere appena ha iniziato a rivelarsi un personaggio problematico. Era solo una “evasione” durante la mia terapia, alla quale mi sono dedicata anima e corpo, perché per me era fondamentale (sempre come dici tu) riuscire a individuarli. Ti dico quindi, oggi che la “missione” è compiuta: no, non riesci ad individuarli senza un lavoro su di te. A me non bastava leggere pile di libri per sapere chi sono loro, nel mio caso mi è servito VEDERE ME, le mie falle e i miei ganci. Così a bocce ferme e centrata su di me, riesco ad annusarli anche da una chat. Ed é solo questo che mi permette di avere oggi rapporti sani.
(Però magari ci sono altri percorsi e modi, questa è solo la mia esperienza e, se può servire, sarò ben felice di dare altre risposte a chiunque!)

FONTE

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CARI ISCRITTI AL BLOG E ALLA PAGINA FB…

…come alcuni di voi hanno già notato, il blog è in allestimento con molto materiale nuovo e la cosa (solo per chi è iscritto al blog) comporta la ricezione automatica anche di parecchie email al giorno. Ad alcuni la cosa piace molto e sono felice per l’avidità con cui leggete i nuovi articoli inseriti, ad altri un pò meno e me ne scuso: vi chiedo di pazientare perché sto inserendo con lavoro certosino qui nel blog i due anni (2015 e 2016) in cui (pigrizia mia) ho pubblicato solo sulla pagina fb. Questo lavoro di inserire anche qui nel blog il mio materiale su fb si è reso necessario perché molte, troppe, persone su fb hanno copiaincollato i miei testi cancellando il mio nome. La cosa grave è che non si tratta solo di persone che non sanno scrivere nulla di proprio in italiano corretto, ma anche di “professionisti” conosciuti, che speculano sul tema del dolore con materiale rubato. A tempo debito ognuno avrà il suo, per ora ringrazio ognuno di voi con un abbraccio.

Per qualsiasi domanda scrivetemi a lindoratapillola@gmail.com
Buona domenica ^.^

Melania Emma

Il corpo è il solo strumento col quale percorri il tempo della vita. Lascia che lo spirito che lo abita ne faccia il tempio della sua evoluzione.

Melania Emma

PATOGENI e DIFESE

Oggi ascoltavo per caso una tizia parlare al telefono dei “patogeni” al microscopio, ma non ho capito se era un medico o parlava in senso lato. Ho scelto il senso lato e ho proseguito nel mio volo mentale: “Parlerà dei narcisisti, dei manipolatori?” e mi notavo quanto si accaniva, perdendo le virgole e le pause, tutto per parlare dei patogeni a qualcuno che doveva assolutamente sapere. Anch’io mi sono sgolata a parlare dei patogeni quando ho aperto il blog e la pagina fb. Ma il vero beneficio l’ho avuto quando ho iniziato a fare focus su di me e da lì non ho mai smesso. Allora vi giro la domanda che avrei fatto oggi alla tizia (che sembrava la me stessa di un tempo), se avesse parlato con me:
“Quanto paga sezionare i patogeni al microscopio? Quanto paga invece rafforzare le difese?”
Buonanotte cari lettori 🧡
M

Lo psicologo bravo insegna a pensare. Egli è solo uno che ha imparato a pensare ed è in grado di passare il suo metodo agli altri, perché è proprio dai pensieri errati che viene il dolore. Non da altro.

Melania Emma

CON LA CODA DELL’OCCHIO

Una volta preso posto e accomodatasi sulla sua panca, con la coda dell’occhio sinistro Lia vide una nuca d’uomo seduto due panche più avanti a sè, la cui fisionomia le ricordava lui. Lo guardò meglio e quando l’uomo si girò per guardarsi attorno, forse in cerca di qualcuno, lei potè vederlo di tre quarti: la quasi totale calvizie dei sessanta superati, molto curata, così come i corti ma folti baffi bianchi, che le piacevano sempre tanto quando si accordavano al rosa della carnagione di una senilità ben portata. I lineamenti fatti, regolari, mascolini, vissuti ma riposati, la mascella ben disegnata, come la linea del naso che staccava dalla fronte, l’espressione calma. L’uomo stette girato a lungo ad osservare chissà chi o chissà cosa nella sala, tanto che Lia – ormai ipnotizzata a fissarlo – poté capire in cosa quell’uomo, così fisicamente uguale, differiva dal ricordo di lui: nella profondità dell’espressione verso quel chissà chi o chissà cosa. Lo sguardo non era dilatato, fanciullesco, quasi al limite della paura come se, a palpebre spalancate, potesse quasi risucchiare e controllare quanto più mondo possibile. Non era. Quell’uomo studiava quieto qualcosa, ma così profondamente e benevolmente che Lia ebbe voglia di piangere, per non essere mai stata veramente vista. Era sempre stata più nuda che vestita con lui, eppure non era mai stata vista.

Melania Emma

Il narcisista è maestro nel provocare reazioni.
Di rabbia, di opposizione, di giustizia, di ordine.
Viola “involontariamente” confini e diritti.
Lo scopo?
Usare la reazione ottenuta per dimostrare.
Quanto lo han capito male.
Quanto era in buona fede.
Quanto soffre per le ingiustizie.
Quanto gli altri sono un problema.
Quanto è vittima degli altri.
Quanto, ma quanto, è buono.
E non c’è niente di più narcisistico di una vittima inconsapevole.
Melania Emma

Tutta questa voglia di “aggiustare” qualcuno di rotto, non è una dinamica sana. Tutto il pensiero colonizzato dal trovare il “come fare” ad aggiustare qualcuno che andrebbe aggiustato, siamo sicuri che sia il bene della persona “rotta”? E, ammesso che lo sia, chi dà il via alle danze? Voi o la persona rotta? Davvero pensate che si possa “portare qualcuno ad aggiustare” o indicargli dove andare e come fare e tutto va a posto? O forse (forse) c’e qualcosa da aggiustare prima in chi ha questo pensiero fisso? E soprattutto: cosa sareste, che vita avreste voi, senza qualcuno di rotto da aggiustare (aggiustare=amare)?
Melania Emma

Il narcisista, con te a fianco che sei fatto di emozioni, di palpiti, di reazioni, di spontaneità, di amore e vita, si sente una divinità.
Viaggia in corsia preferenziale.
Si percepisce al di sopra di tutti.
Del Tutto.
Snobba le regole.
Le scuse.
Aborre il dolore.
La fragilità.
Infatti, è per questo che è un perdente.
Melania Emma

Una cosa l’ho imparata, sul comportamento manipolatorio e non c’è scritta in nessun libro: come viene pronunciato il tuo nome? Con che frequenza?
Chi ti vuole prevaricare, dominare, magari zittire, usa dire il tuo nome in ogni frase a te rivolta. E dove c’è fra voi una conversazione, è anche peggio, perché il tuo nome viene usato come le virgole.
Se non sa il tuo nome, la persona manipolatrice tende a chiamarti gentilmente ma marcatamente “Signora” tanto che alla fine della conversazione ricorderai solo il tono con cui calcava la parola “Signora” e tutto il discorso suonerà coercitivo.
La comunicazione con le persone “violente ma con le mani pulite” é sempre a due livelli, uno socialmente ineccepibile e uno pregno di ogni Male e no, non sei pazza tu: é esattamente così!
Melania Emma

Un Dipendente Affettivo ama comunque e disperatamente e potrebbe annullare la sua intera vita per questo. Crede che amare lo salverà e lo garantirà dalla solitudine, crede che sarà amato solo se ama. Per questo sogno, si costruisce con le sue mani una cattedrale con le sbarre, dove diventa prigioniero dei suoi sterminati bisogni e paure. Al contempo vorrebbe essere libero e sa bene di aver pagato un prezzo per quella cattedrale di pseudo-sicurezze. Poi rinforza le sbarre proprio appena vede uno spiraglio di occasione di libertà, perché se volasse perderebbe i punti di riferimento che, anche se nel frattempo sono diventati nocivi e limitanti, lo identificano e radicano comunque.
È un lavoro possibile quello di uscire dalla DA, e che ripaga infinitamente.
Melania Emma

Quanto ti amo quando mi sorprendi mentre non ti penso! Mi incanto a guardare che ti offri, perdo un battito e tu, immobile, da sempre mi spalanchi il cuore.

Melania Emma