Annunci

IL NARCISISTA è IL VERO CODIPENDENTE

Spiegazione chiara ed esaustiva.

Morcheeba – Enjoy The Ride
Feat. Judie Tzuke
Trad. Melania Emma

I cancelli si chiudono al tramonto, dopo di che non puoi più uscire.
Scorgi un significato più ampio realizzando di cosa si tratta.
Hai l’orizzonte spalancato davanti, non vorrai mica tornare a casa.
In un giardino pieno di angeli non sarai mai da solo.
Ma oh, la strada è lunga e le pietre che calpesti
sono il passato.
Con la luna che ti guida senti la gioia di essere vivo.
Il giorno che smetterai di correre sarà il giorno che sarai arrivato.
E la sera che ti chiudesti dentro fu la volta che decidesti
di smettere di rincorrere le ombre e di goderti soltanto il viaggio.
Se chiudi l’ingresso alla tua casa e non lasci entrare nessuno
crei uno spazio pieno di nulla e tutto sotto la tua pelle.
Il viso contro il vetro non riesci a vederlo ingrigire
e non potrai mai catturare l’erraticità del vento se scegli di restare.
Ma oh, la strada è lunga e le pietre che calpesti
sono il passato.
Con la luna che ti guida senti la gioia di essere vivo.
Il giorno che smetti di correre è il giorno che sarai arrivato.
E la sera che ti chiudesti dentro fu la volta che decidesti
di smettere di ricorrere le ombre e di goderti soltanto il viaggio.
Di smettere di ricorrere le ombre e di goderti soltanto il viaggio.

Shut the gates at the sunset, after that you can’t get out.
You can see the bigger picture find out what it’s all about.
You’re open to the skyline, you won’t want to go back home.
In a garden full of angels you will never be alone.
But oh, the road is long, the stones that you are walking on
have gone.
With the moonlight to guide you feel the joy of being alive.
The day that you stop running is the day that you arrive.
And the night that you got locked in was the time to decide
stop chasing shadows, just enjoy the ride.
If you close the door to your house don’t let anybody in
it’s a room that’s full of nothing, all that underneath your skin.
Face against the window you can’t watch it fade to grey
and you’ll never catch the fickle wind if you choose to stay.
But oh, the road is long, the stones that you are walking on
have gone.
With the moonlight to guide you feel the joy of being alive.
The day that you stop running is the day that you arrive.
And the night that you got locked in was the time to decide
stop chasing shadows, just enjoy the ride.
Stop chasing shadows, just enjoy the ride.

CI SARA’ QUALCOSA IN CUI POSSIAMO CREDERE

NESSUN REQUIEM PER MIA MADRE

Estratto dal libro “Nessun requiem per mia madre” di Claudileia Lemes Dias

IL TRAUMA DA MADRE ABBANDONICA

Se osservate attentamente il filmato tratto dagli studi sperimentali di Edward Tronick (Still face experiment) vedrete che in una prima fase il bambino è allegro e ridente (solo un po’ infastidito di essere “prigioniero” del seggiolino), poi, appena l’esperiemento comincia, quando la madre si volta e poi riappare con il viso atono, assente, duro, il bambino ha tre tipi diversi di reazione, in rapida e quasi impecettibile alternanza: A) RABBIA, B) PANICO, C) COMPORTAMENTO AUTISTICO. Il bambino prima protesta come se dicesse alla madre “ma che fai!?”, poi entra in uno stato di panico, come se dicesse “aiuto! chi mi aiuta!?”, infine agisce comportamenti autoriferiti, come mordersi le mani e guardare nel vuoto (evacuazione del pensiero doloroso). L’intento di Tronick è dimostrare che l’interazione con una madre “abbandonica” genera nel figlio un trauma. La madre può essere depressa o ambivalente (nel volto rigido è possibile vedere sia l’assenza “mortuaria” della madre, che la sua presenza caratterizzata da un dolore e un odio antichi e rimossi che bloccano la mimica e la prossemica, cioè la vitalità delle espressioni); oppure può essere semplicemente una madre abbandonica, cioè che lascia e riprende il figlio a proprio arbitrio e capriccio, o abbandonarlo ad estranei, ed ecco che in entrambi i casi il trauma comincia a strutturarsi. Se questo comportamento materno fosse costante, ripetuto per anni, avremmo un bambino-adulto con una struttura caratteriale depressa, conflittuale o autistica.
Sono studi di questo tipo, semplici e intelligenti, che aiutano a capire la genesi psicologica dei disturbi di panico, autistici, e conflittuali-asociali. E aiutano a capire la fondamentale importanza dell’unità madre-figlio, e che laddove essa venga interrotta, l’esito è una patologia visibile (come quelle citate) o invisibile: come la strutturazione di un falso Sè (Winnicott) in apparenza gioioso, in realtà artefatto e mimetico di nascoste reazioni patologiche.
Ai giovani colleghi interessati consiglio lo studio di autori ormai classici come Spitz, Winnicott, Bowlby, Stern, Tronick, Shore.
nicolaghezzani.altervista.org

 

CONTROMANIPOLAZIONE

13.GIF

THE BIG KAHUNA – MONOLOGO

OGNI RI-CADUTA FORTIFICA LA DIPENDENZA

Splendido corto sulla dipendenza. Scritto, diretto e animato da Andreas Hykade.

LA NASCITA DEL NARCISISMO

Semplice e sconvolgente. A lezione da Mauro Scardovelli.

L’INTELLIGENZA DELL’AMEBA

Ciclicamente le lezioni di Mauro Scardovelli vanno ripassate.