CHI SONO E COSA FACCIO QUI

Sono una superstite: alienazione parentale, plagio e abusi dalla nascita; ero la fedele suddita di mia madre che, prima di scartarlo e dopo averlo spremuto per bene, ha fatto passare mio padre per mostro, mentre lui reagiva autodistruggendosi senza proteggere me, figlia unica, dagli abusi di lei e dagli abusi a cui mi esponeva presso un mondo adulto che taceva. Entrambi due vittime di loro stessi. Non ho mai raccontato la mia intera storia perchè, nello Stato del Papa, raccontare cosa può fare una madre biologica significa venir guardati con un sopracciglio alzato: la madre in questo Paese è “sempre la madre”, un essere mitologico intoccabile.

Nel mio percorso di rinascita ho soprattutto imparato che per uscire dall’abuso devi fare la pesante scelta tra essere odiato o essere “amato” dal tuo abusante e dal suo entourage: per essere “amato” non devi esistere, mentre se deciderai di esistere, sarai odiato e distrutto. Infatti, “essere amato” ed “esistere” sono due aspetti che nella persona patologica non sono integrati come nella persona sana.
La scelta si ripeterà per ogni persona da cui non accetterai meno che il rispetto. La solitudine diventa, quindi, tua amica.
E io? Io quando (purtroppo tardi) ho realizzato di essere stata plasmata come un golem, ci ho messo un attimo a fare la mia scelta, ma tre anni ad attuarla nella pratica. E senza aiuto terapeutico non ce l’avrei fatta.
La manipolazione e l’abuso hanno occupato molti anni inconsapevoli e dolorosi della mia vita, ma quei primi tre da consapevole sono stati i più duri in assoluto, perchè tirarsene fuori non è stato possibile senza cambiare completamente approccio a tutte le mie relazioni. E quindi vita.
Ho sempre scritto per istinto e per sfogo fin da piccola fino a questo blog pubblico, perchè c’è un mondo sommerso che vive quotidiani abusi e manipolazioni spacciati per “amore.

In questo piccolo spazio giallo (essendo soprattutto attiva in melaniaemma.com) tramite i miei articoli condivido la mia esperienza di risalita dall’inferno così come veniva trattata in terapia, sperando di motivare chiunque legga a desiderare per sè una vita migliore. Avere oggi la fortuna di dire “ce l’ho fatta”, mi accende una sorta di dovere morale nel trasmetterlo agli altri. Se vorrai, le tue domande o storie saranno le benvenute e saranno pubblicate qui (assolutamente anonime) insieme alla mia risposta per te.
Sempre in questo blog giallo, raduno gli articoli e le citazioni migliori che incontro sui temi della Violenza Psicologica e della Manipolazione Affettiva nel Narcisismo Patologico, per trattare il dramma che una simile patologia genera nella vita e nell’anima NON di chi ne è affetto, bensì di chi si relaziona con chi ne è affetto: dipendenza affettiva, ossessioni, compulsioni, depressione, disturbo post traumatico da stress, attacchi di panico, ansia, malattie autoimmuni e psicosomatiche importanti.
Non sono una psicoterapeuta (cosa che consiglio sempre perchè è un meraviglioso investimento su sè stessi) ma ho studiato i DSM e i testi clinici per anni, perchè le relazioni parentali patologiche hanno permeato tutta la mia infanzia. Quindi il mio intento – con gli “scritti miei” e gli “scritti altrui“- è informare chi vive addosso a sè tutto il “dolore dell’amore”, evidenziando il più possibile gli aspetti patologici nelle cosiddette relazioni ritenute (ormai) normali con coniugi, genitori, amici o colleghi: la MANIPOLAZIONE AFFETTIVA e la VIOLENZA PSICOLOGICA possono infatti abbracciare ogni relazione (anche virtuale) e possono diventare ABUSI in nome di un amore malato.

Spesso, chi soffre, si comporta “male” e non ha piena coscienza di essere abusato emotivamente, egli si crede (e viene accusato di essere) pazzo, malato, carnefice, egoista, mentre in realtà è il capro espiatorio dei pazzi, malati, carnefici, egoisti VERI. Per uscire da questo inferno è fondamentale che chi soffre comprenda di non essere pazzo e di non avere nessuna colpa. La rinascita parte solo da questo.

Ma cos’è “Indorare la Pillola”? Significa tentare di addolcire, celare, mascherare. Che cosa? Una brutta notizia, una verità, una realtà. Se questo indorare non viene fatto con intento benevolo e momentaneo di alleviare una sofferenza, ma viene fatto sistematicamente e per niente disinteressatamente, non si chiama forse MANIPOLAZIONE e VIOLENZA PSICOLOGICA?
E quante inconsapevoli pillole indorate assumiamo come preparazione all’abuso vero e proprio?
E’ su questo terreno indorato che si aggancia il Male, quello che oggi chiamiamo comodamente Narcisismo Patologico, che è spesso il fiorente business su cui prosperano proprio i “benintenzionati” salvatori di anime sofferenti. E il Male non arriva mai puzzolente e impresentabile: chi comprerebbe mai qualcosa di ripugnante? Arriva dolce, confortevole, avvolgente, promettente, disinteressato, innocente, sorridente in pieno stile “love bombing”. Indorato, insomma. Ma sotto l’indoratura c’è quel Male che a volte proprio noi stessi (ingannati) facciamo entrare nella nostra vita. E la cosa triste è che il Male, per molti, è un concetto che fa sorridere. Come l’indoratura. Da qui, la scarsa consapevolezza che dilaga.

La pillola quindi contiene la meravigliosa storia indorata che ti viene raccontata (ma anche che ti racconti per sopravvivere), la programmazione che subisci, la favola che volevi, il sogno dentro cui vai ad abitare, le cause inconsapevoli che sposi. Dose dopo dose, dopo dose, ti intossichi e, anche volendo uscirne, la volontà non basta più, perchè agisci automaticamente. La sofferenza è immensa. E magari tutto era nato con la promessa di alleviare proprio quella sofferenza, vero?
E come se ne esce? Serve aiuto. Serve un posto sicuro. Si tratta di imparare una vita da “sobri”, imparare di cosa è fatto l’Amore incondizionato, di scrostare e sciogliere la patina dell’apparenza, si tratta di stabilire la dose di veleno/indoratura: “Tutto è veleno e nulla esiste senza veleno, solo la dose fa in modo che il veleno non faccia effetto” (cit. Paracelso).
La lunga, estenuante, ingannevole anch’essa, scrostatura di quell’indoratura è la LIBERAZIONE che auspico per ognuno, la de-programmazione dopo la quale niente sarà più come prima. Per questa “guarigione” (anche se si capirà chi è il vero malato soltanto molto dopo) serve tanta cocciutaggine e volontà, serve qualcuno al tuo fianco che creda in te e non ti abbandoni nel cammino neanche quando farai spesso dietro-front e avrai molte ricadute, serve ammettere che sei stato abusato, depauperato, sfruttato, depersonalizzato. Solo dopo tutto questo, esisterà un mondo di Amore che non farà più male.

Melania Emma

4 pensieri su “CHI SONO E COSA FACCIO QUI”

  1. Ciao
    Sono capitata qui per caso e ti volevo fare i complimenti. Che dire, le storie sono apparentemente diverse ma il peso dei bagagli che ci portiamo dietro sono molto simili. Se ne esce è vero,è una discesa agli inferi di noi stessi e forse la parte più dura da affrontare è perdonare i nostri genitori,spesso vittime a loro volta . Anche i narcisi della nostra vita sono, con il senno di poi, da ringraziare, visto che ci hanno costretto ad un autoanalisi che difficilmente avremmo voluto affrontare. L’unica è non stagnare nel vittimismo , essere realmente obiettivi con noi stessi e avere il coraggio di essere una voce fuori dal coro. Poi …poi arriva anche la persona giusta, quella che non ha paura dei nostri demoni ed ha il coraggio di mostrarci i suoi .

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    1. Ciao Elena, sì: le persone peggiori sono da ringraziare. Se rimani nel vittimismo, non ne puoi cogliere e sfruttare la spinta, dici bene. Grazie per il tuo commento, un abbraccio! Melania Emma

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  2. …. ‘serve tanta cocciutaggine e volontà, serve qualcuno al tuo fianco che creda in te e non ti abbandoni nel cammino neanche quando farai spesso dietro-front e avrai molte ricadute, serve ammettere che sei stato abusato, depauperato, sfruttato, depersonalizzato’ ….
    Infatti è quando incontri chi ha il coraggio di ‘ascoltare’ questo tipo di dolore che inizia la risalita.
    Stesso calvario. Grazie.

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