OLTRETOMBA

Tornano, eh?
Come dall’oltretomba.
I classici ritorni delle feste e del post-vacanze estive sono nulla in confronto a cosa smuove una pandemia.
Come tanti topi, spulciano i profili social per vedere cosa fai in quarantena o se sei ancora vivo. Poi, quando non trovano nulla che li soddisfi, contattano. Innocenti e giustificati dalla buona causa “salute”.
Contattano per noia, per morbosità, perchè la convivenza forzata con l’alce della moglie/compagna li svuota e hanno bisogno di nutrimento, o perchè durante la loro quarantena single, Porn Hub e Netflix sono insufficienti, ormai.
Ah, ma ci sono anche le ex amicizie che, proporzionalmente a quanto se la passano male, in questo periodo spulciano compulsivamente (è inevitabile vedere lo spettacolo dalle statistiche dagli gli insight sui social, ma ridere, ultimamente, è consigliato anche dal Ministero della Salute).
A parte che, comunque, i vostri accessi dovrebbero già essere tutti bloccati per l’eternità, semmai aveste un accesso libero come me che ho una email pubblica su ogni profilo social pubblico, assisterete ad innocenti e garbate richieste di notizie sulla vostra salute che il Covid-19 avrebbe il potere di sdoganare. Ad una sola ho risposto, con una diffida in piena regola all’utilizzo della email e l’ho fatto solo perchè quella persona è talmente compromessa precedentemente da poterla portare in giudizio. E voglio condividere con voi com’è andata.
Risposta in tempo zero alla mia giusta diffida: “Ohh, non immaginavo una tua reazione così esagerata, conservavo un bel ricordo di una donna meravigliosa e oggi mettendo a posto tra le fotografie ho trovato quella che ti feci così e cosà, tutto qui. Cercherò di farmi insegnare a cancellare la tua email come desideri, perchè io non sono capace di certe cose, ma ti auguro di riuscire a prendere un bel respiro e di pregare Dio per quello che ci succede”.
Amen (lo dico io).
Lo sentite l’odore?
Non manca nulla: vittimismo, giudizio, innocenza, invocazione all’entità superiore, sbigottimento davanti a cotanta cattiveria, animo nobile, buonafede assoluta e naturalmente lo sbandieramento di tutte queste virtù.
Amici, il finale è sempre quello: per rispetto a tutta la fatica fatta nel ripulirvi dalla loro merda, per rispetto a voi e a chi oggi vi ama veramente, fosse anche solo il gatto, è questo il momento di NON dare nessuna dimostrazione a nessuno, di NON dare nessuna vostra informazione in più di quanto voi decidete che deve stare sui social e lasciare che questi social siano l’unico ologramma che di voi gli resta. Punto. Nessuna cosa vera. Nessuna cosa vostra. Nessuna goccia di vita. Nessun contatto col regno dei morti. NESSUN CONTATTO.
Un abbraccio a due metri.
Melania Emma

IL NARICISISMO PATOLOGICO è UN CANCRO

feb

Forse per qualcuno non dirò nulla di nuovo con questo post, sicuramente è una riflessione già fatta e rifatta, ma per me è qualcosa che va comunque ricordato. Giorni fa chiacchieravo del più e del meno su Instagram con una lettrice del blog “l’indorata pillola”, chiedendole come stesse dopo la sua storia con il NP e lei mi fa: “Sono in fase di remissione, come si dice dei tumori; sta rimpicciolendo, ma non è ancora guarito del tutto”.
Questa efficace analogia mi ha colpita molto perchè d’un tratto mi sono ricordata io dov’ero e chi ero un tempo e tutta la strada in mezzo e, senza nulla togliere alle sofferenze di chi vive davvero con un tumore addosso (e con l’incubo che ritorni), è davvero così che alcune persone le abbiamo estirpate.
Esse avevano infiltrato tutto il nostro sistema, è stato necessario un pesante “reset” e soprattutto un cambio totale di abitudini di vita, proprio quelle abitudini che ne hanno favorito l’instaurarsi.
Ma ci pensate con che razza di “cosa” abbiamo avuto a che fare? Esagero se dico che il Narcisismo Patologico è un cancro? E quante testimonianze esistono di donne ammalatesi delle più svariate diagnosi (compresa la scrivente), a seguito di anni ed anni passati nel dolore e nell’abuso? Questo va ricordato sempre.

Per chi ne è uscito: sì, abbiamo ospitato un tumore.
Per chi ne sta uscendo: non contiamo quanto ci vorrà, ma da dove siamo partiti.
Per tutti: attenzione, perchè il NP è come la merda, accade. E dobbiamo farci trovare pronti, sani, capaci. Immuni.
Per chi non ci è passato: passare pure oltre questo post.

Quindi grazie infinite alla preziosa lettrice per questo piccolo ma grande remind, che ci tenevo a condividere con voi. Mi ha dato il permesso di pubblicare le sue parole citandola, ma alla fine non me la sento di citarla, l’argomento è delicato; se vorrà si paleserà lei.

Forza sempre, forza a tutti, ogni giorno una piccola cosa per noi farà una montagna.
Melania Emma

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L’hai trovata? E per quanto è rimasta?
Alla fine, la felicità non è l’obiettivo finale, ma un sottoprodotto della Ricerca di Senso.
Un Senso che prescinde dal proprio interesse e guarda verso qualcosa o qualcuno al di fuori o al di sopra di sè stessi.
Ecco perchè c’è tanta infelicità ed ecco perchè non dura, se non attimi.
Ma soprattutto, ecco perchè una persona patologica avrà sempre quella fame che obbliga al rifornimento continuo. Così la chiamo io quella brama di emozione a tutti costi, perchè tale è: fame. E quando sopravvivi, è al prossimo pasto che pensi, non alla felicità.
Melania Emma

VUOI UN GERBILLO? PRENDITI UN GERBILLO.

Non si può avere una discussione con un Narcisista Patologico. Anche se mantengono un tono accattivante e ben modulato, sono proprio i contenuti che languono.
I contenuti sono limitati, non spaziano, non aprono, non creano nulla, non portano a NULLA. Parlano per riempire il vuoto (il loro). Sono contenuti per interlocutori fino a 12 anni al massimo. E non per questione di cultura, ma di “adultità”: non sono adulti.
Se tu sei adulto, non ti relazioni con loro. Punto. Se perseveri, l’infante non é più uno solo.
Bene che vada, un NP parla del suo monotema “lavoro”, del suo monotema “hobby” (entrambi vissuti ossessivamente e come riempitivo del loro vuoto) e del monotema “odio-tutti-bleah”.
Di quei “tutti” egli però ha bisogno come l’aria, per non sentirsi incorporeo. E quei “tutti” pensano che sia possibile parlare con quello splendore che appare, dimenticando che mentalmente é al livello 12.
E qui si crea il merdone.
“Gli ho soltanto chiesto una spiegazione, volevo capire il perché di […] ed é finita che mi ha ricoperta di insulti bloccandomi dappertutto e la cosa peggiore è che mi sento in colpa. Non ho fatto nulla ma mi sento una merda. Sto malissimo.”
Anni e anni consumandosi a riprovarci da tutte le angolazioni, non faranno di uno scorpione un gerbillo. Lo scorpione fa il suo mestiere, punge, per quale motivo con te dovrebbe essere un puccioso gerbillo? Ha senso un adulto che piange perché punto da uno scorpione trattato da gerbillo?
Ahhh… “adultità” portami via…
Melania Emma
(per questo post nessuno scorpione é stato ucciso o maltrattato, ma solo usato come metafora)

CONTROMANIPOLAZIONE: QUANTO COSTA?

Risposte schiette, dirette, veritiere. Sane.
Cose che alle false vittime urtano il nervo e ai manipolatori rovinano il gioco.
Contromanipolare “costa” solo sentirsi in tempo zero accusare di narcisismo, intolleranza e violenza da CHI E’ esattamente questo.
E’ il costo irrisorio da pagare (in alcuni ambienti) per respirare, camminare a testa alta e trovare i propri simili. Se ce la fai a sostenerlo, sei veramente libero.
– 8 persone su 10 cercano complici, vittime, bidoni dove vomitare, stampelle dove appoggiarsi, intrattenimento per il vuoto, qualcuno che sta peggio di loro.
– 2 persone su 10 non danno pacche sulle spalle, non piangono addosso a nessuno, non fanno sconti buonisti, cercano chi li scuote e chi sta meglio di loro.
E ovviamente danno risposte schiette, dirette, veritiere. Sane. Cose che alle false vittime urtano il nervo e ai manipolatori rovinano il gioco.
La cosa più bella che ti puoi sentir dire quando ne hai beccato uno, è “Stronzo/a!”, e più sei sano, più l’epiteto sarà insultante. Oltre al solito sentirmi dare della “narcisista” ultimamente ho preso della “fenice psicopatica”, che francamente non so che insulto sia, ma so per certo che la persona esprimeva il suo massimo livore. Sono stata proprio una cattivona, perchè ho ringraziato subito la persona per essersi palesata, così da avere ben chiaro con chi avevo a che fare.
Insomma: contromanipolare, sembra assurdo, è anche esprimere cose sane e agire in modo sano. La “sanezza” disturba moltissimo chi pretende che il suo brodo non venga agitato.
Un saluto a tutti i “troppo sani”.
Melania Emma

CINQUE DOMANDE PER USCIRE DALLA DIPENDENZA AFFETTIVA

1 – Cosa davvero conta per la mia vita?
2 – Come impiego la mia energia vitale?
3 – Cosa/chi voglio ancora salvare/cambiare?
4 – Questo cambierà/guarirà la mia vita?
5 – Mi piaccio così?

VUOI VERAMENTE USCIRE DALLA DIPENDENZA AFFETTIVA? Mi fa piacere, ma per uscirne serve un cambio radicale di prospettiva: è impossibile farcela restando nel vecchio ordinamento di pensiero da dipendente affettivo. Questo significa la parola RADICALE: smettere di stare in posti a basso tenore energetico a tentare di capire, spiegare, moderare, cambiare. Smettere di interagire con persone a basso tenore energetico a tentare di capire, spiegare, moderare, cambiare. Smettere di volere cambiare qualcosa di esterno credendo che questo migliorerà la tua vita. E tu? Quando e quanto investi su di te? Con la filosofia del Peace&Love NON NE ESCI. Fatti le domande qui sopra e resta su quel focus, sennò girerài sempre in loop come un criceto nella ruota.

PERCHÉ CON LA FILOSOFIA DEL PEACE&LOVE NON NE ESCI?
Te lo spiego con la mia attuale prospettiva e le SCELTE RADICALI attuate per me: se evitare la feccia, stroncare polemiche/abusi e tenere pulito il mio spazio significa “evitare il confronto, essere nazisti e intolleranti”, per me è SUPER OK. Considero queste definizioni “di pancia” come auto-certificazioni di chi me le butta addosso, quindi ringrazio pure per essersi auto-palesato. Io non sarei MAI E POI MAI sopravvissuta al Narcisismo Patologico grazie al confronto, alla democrazia e alla tolleranza: queste sono le primissime leve cui si appella una persona patologica quando una sana non accetta l’abuso.
Ho imparato che al giochino del buonismo partecipano i manipolati. E posso confermare che nelle altitudini l’aria è meravigliosamente rarefatta per sprecare fiato.
Un abbraccio a tutti quelli che vogliono uscirne.
Melania Emma

CAMBIAMENTO?

AGGIUNGO:
– Due sedute di psicoterapia al mese 150 euro: non ho i soldi, costa troppo, ho già il mutuo, le rate auto, ecc.
– Fumare un pacchetto di sigarette al giorno 140 euro: é l’unico vizio che ho, lasciami almeno morire felice.

Non ci sono più scuse per non investire su se stessi. Quando parli di cambiamento, esattamente cosa intendi?

Melania Emma

COMUNICAZIONE DESTABILIZZANTE

Cos’è?
La stragrande maggioranza di persone farebbe e fa di tutto per attirare l’attenzione su di sé. Alcuni lo fanno proprio di strategia, cioè volutamente (venditori, ecc). Ma molti lo fanno inconsapevolmente: vanno in automatico. Quando è caratteriale, spesso é patologico.
Questi ultimi sono dei veri e propri sabotatori dell’attenzione: appena tu godi di un minuto di attenzione sociale o stai facendo/dicendo qualcosa di coinvolgente per gli altri, zac, ci si infilano con tutto il loro peso. Sono dei dirottatori: con frasi e gesti che non c’entrano nulla con voi né con la situazione in quel momento (e neanche mai), proprio come fanno i bambini di sei anni, creano una PICCOLA GAG INNOCENTE che destabilizza tutta la vostra comunicazione.

Il motivo?
Il vedere come voi o altri godiate di attenzione, di un talento, di una lode, di un carisma, di una capacità personale, semplicemente li urta.
Ed é automatico per loro far finire quel momento che non li include, lo fanno con una spontaneità imbarazzante. Con queste persone non si riesce a far parte di una comunità, perché destabilizzano sistematicamente il clima, gli argomenti, gli scopi comuni.
Non sono cattivi, sono semplicemente fuori controllo da loro stessi. Non serve a nulla fargliene accorgere, se non a scendere in basso con loro. Serve invece (a noi) il disegnare mentalmente una bella croce sulla persona che ha sabotato e dirottato infantilmente la nostra attenzione su di sé con comportamenti fuori luogo e privi di senso. Perché, fateci caso, se glielo fate notare, queste gag sono IMMANCABILMENTE seguite dal “Era una battuta, stavo scherzando” fino all’ipocrita “Mi perdoni? Ti sei così arrabbiata?” (che se poi veramente si esprime irritazione, ci si dà la zappa sui piedi). Variante: “Oh ma come sei seriosa, ma un po di ironia no eh?” e via come da copione.

Vi ricorda qualcosa?
Ripeteró sempre: mai reagire, se non per portare noi in buona luce. Mai colludere. Mai spiegare.
Rassicurate col vostro miglior tono paterno questi infanti che solo i cani si “arrabbiano” e riportate voi stessi, ve ne prego, al livello adulto in cui eravate l’attimo prima di venir trascinati nella gag.
E davvero: disegnate quella croce mentalmente, perché moltissime persone avranno pure stazza ed età adulta, ma camminano perennemente con un bambino di sei anni sulle spalle.
Un abbraccio!

Melania Emma

UN PO’ DI CONTROMANIPOLAZIONE

Ignorare un narcisista é un affronto enorme, e lo sappiamo. Quando ignori i suoi show trattandolo come il nulla che é, tutta l’attenzione che non dedichi al suo povero ego affamato di esistere, cercherà di averla assestandoti un colpo basso. Ed é lì la più grossa azione che puoi fare: non reagire. Lettera morta, proprio. Al massimo se il colpo basso avviene in pubblico, tu ringrazia brillantemente, esalta le sue enormi doti sociali e chiedigli di rifarlo ancora in futuro, perché il suo contributo ti è veramente utile. Noterai coi tuoi occhi il suo imbarazzo al tuo accogliere la sua mossa in pubblico, perché egli sa benissimo che era fatta in malafede. E ti odierà ancora di più.
Se il colpo basso lo ricevi senza testimoni, agisci senza reagire. Il nulla. É dura lo so.
Ma vederli abbrutirsi nello sprizzare odio al massimo, col tempo diventa una cosa divertentissima, oltre che una soddisfazione. I narcisisti non sanno mascherare bene la frustrazione di non aver ottenuto nessuna reazione. Come i bambini. Son troppo divertenti. E ricorda: NESSUNA REAZIONE é quello che li uccide.
Se poi sorridi: TOP!
Melania Emma

Tutta la questione di una crocerossina sta nello smettere di dovere e nell’iniziare a VOLERE.

Tu hai già inziato a pensare di cambiare lavoro?

Melania Emma

PATOGENI e DIFESE

Oggi ascoltavo per caso una tizia parlare al telefono dei “patogeni” al microscopio, ma non ho capito se era un medico o parlava in senso lato. Ho scelto il senso lato e ho proseguito nel mio volo mentale: “Parlerà dei narcisisti, dei manipolatori?” e mi notavo quanto si accaniva, perdendo le virgole e le pause, tutto per parlare dei patogeni a qualcuno che doveva assolutamente sapere. Anch’io mi sono sgolata a parlare dei patogeni quando ho aperto il blog e la pagina fb. Ma il vero beneficio l’ho avuto quando ho iniziato a fare focus su di me e da lì non ho mai smesso. Allora vi giro la domanda che avrei fatto oggi alla tizia (che sembrava la me stessa di un tempo), se avesse parlato con me:
“Quanto paga sezionare i patogeni al microscopio? Quanto paga invece rafforzare le difese?”
Buonanotte cari lettori 🧡
M

Ciò che conta davvero non dovrebbe essere mai alla mercé di ciò che non conta affatto.

J. W. Goethe