Occhio alla stagione dei riagganci. Da qui a Natale è il momento in cui si rifanno vivi (pentiti, ma anche no) dopo mesi di silenzio. Molte di noi hanno trascorso un’estate di merda, con viaggi insieme che sono saltati, impegni non mantenuti, sparizioni senza spiegazioni, promesse spezzate e abbandoni che manco li cani. Per loro ricomincia la routine, vacanze definitivamente finite, giornate corte e bigie, monotonia di lavoro, figli, corsi, cane da pisciare, compagna da compiacere, tempo per pensare. E lì parte il ricontatto al tuo recapito. Non sentirti speciale se ti ripesca: è solo noia.

Melania Emma

Annunci

QUALCUNO

Tutte le cose belle che hai visto in qualcuno e per le quali lo hai così stupidamente ammirato, adorato ed amato, erano in realtà già tutte dentro di te, sono le tue, non le sue. Quella persona ti ha mostrato esattamente quanto devi solo far uscire ed essere. Diventa ciò che sei.

Melania Emma

Anche il sale sembra zucchero.

Melania Emma

DEL MATRIMONIO

Cerco di rispondere a chi mi legge e talvolta mi scrive del suo matrimonio, chiedendomi consigli e pareri che non so dare, ci provo: una volta stavo per sposarmi, ci sono andata molto vicina, ma inconsapevolmente ho sabotato tutto. Lui oggi dopo ventuno anni è l’uomo più caro e affidabile della mia vita. Ci siamo sempre per entrambi, nonostante i rispettivi compagni del momento leggano questo rapporto in chiave “gelosia”, ma non si può spiegare che ciò che ci unisce è proprio non essere coppia. Ed era ciò che ci divise allora, e fu lui a capirlo per primo. Chi ci vede oggi così uniti, non si capacita ancora di come abbiamo potuto costruire vita e casa insieme e poi disfare tutto. E ancora prova a chiederci “ma perché non vi rimettete insieme tu e Miki…” e noi ce la ridiamo, perché lo siamo già, siamo molto più che sposati, siamo alleati. Molto della riuscita è merito suo, io non sono così semplice, ma quello che posso dire è che una società tra persone è fatta di intenti rinnovati ogni giorno, mentre un’istituzione come il matrimonio è un anatema che ti toglie per sempre la facoltà di scelta. Bisogna poter riscegliere le scelte, bisogna darsi opzioni per poter sostenere a lungo una sola scelta, bisogna in ogni momento poter voltarsi e andarsene o decidere di restare. È solo quell’atto ripetuto che conta. E non mi si parli di coerenza e impegno, perché queste sono trappole sociali create ad hoc, che con le persone vere non c’entrano nulla: reale è che le cose cambino negli anni, le persone, le necessità, le attività cerebrali, le cellule. Oggi, più di vent’anni fa, si parla di evolversi e l’evoluzione è basata sul cambiare quanto oggi non va più bene ma che fino a ieri è stata scelta e andava invece molto bene. Punto. Non è immondizia oggi, non è incoerenza, è il massimo che potevamo fare allora con l’evoluzione che possedevamo allora. Chi non si regge in piedi senza una istituzione sociale, una firma, un’abitudine cicatrizzata, come può dirsi evoluto? Sarò presuntuosa ma dico questo pensando a come dovrebbe essere l’amore oggi, alla fine dei tempi, desiderando che una coppia sia fatta non di due metà, ma di due unità autonome, che non potranno invischiarsi mai cercando nell’altro qualcosa che manca ad uno. Per la mia esperienza, solo non stringere un contratto mi ha permesso di creare quello che di durevole ho attorno.

Melania Emma

STALKING TUTORIAL

Alle vittime di stalking, si consiglia caldamente di NON chiudere tutti i canali (email, telefonate, chat, profili social), ma di lasciare UN SOLO canale aperto, bloccando tutti gli altri. In questo modo lo stalker dirotterà su quell’unico canale aperto la sua ossessione, dando a voi due vantaggi: quello di accumulare prove e soprattutto quello di non fargli salire di più la rabbia trovando tutto bloccato, infatti lo stalker messo fuori da tutto, può fare gesti estremi dalla rabbia. Spesso (ma non sempre) avendo un accesso libero in cui vomitano di tutto (senza che la vittima gli dia retta), dopo molto tempo mollano l’osso. Se possibile, non bloccate i profili social, meglio se vi blocca lo stalker durante un accesso di rabbia. Non abbiate mai paura di denunciare, mai.

Melania Emma

ABBANDONI ESTIVI

Iniziano gli abbandoni estivi degli animali, il cucciolo-regalo di Natale è ingombrante ora, le ferie sono sante e perciò addio Fido. Ma perché non praticare invece l’abbandono di quegli stronzi, ruffiani, narcisisti, manipolatori, psicopatici che tolgono tempo e salute?
ABBANDONA ANCHE TU UN NARCISISTA PATOLOGICO QUESTA ESTATE!
Melania Emma

Alcuni uomini hanno reazioni così immediate da risultare infantili, anzi isteriche, anzi proprio da checche all’ultimo ormone. Ed è in quei momenti che li guardo in tutta la loro “maschietà” e provo pena e miseria immaginando chissà che razza di fatica fanno, da una vita intera, a fare gli uomini. Deve essere proprio sfiancante fare quell’uomo che non sono. Di più sfiancante c’è solo la sopportazione di noi donne nei loro confronti, perché spesso non valgono nemmeno le nostre calorie nell’alzare un sopracciglio e cambiare strada.

Melania Emma

13133105_513236988863583_4154715592745676901_n

Qualcuno che un tempo amai, mi donò una scatola piena di oscurità. Mi ci vollero anni per comprendere che anche quello era un dono.

Anonimo

E così, quelli che per te erano confini, per me erano orizzonti.

Melania Emma

Attenzione ai travestiti da normali!
Il mio ex-coso, capellone e basettone stile radical, tutto “I-love-nature” e “Perfino-la-cacca-ha-un-senso” un giorno, dal suo Nulla, mi disse che “Empatia” era “Simpatia” scritto male. Era serio.
ATTENZIONE ALLA BANALITà DELLA NORMALITà.

Melania Emma

  • Uomini sensibili non sempre corrispondono ad uomini educati.
  • Uomini spontanei non sempre corrispondono ad uomini sinceri.
  • Uomini che hanno concluso la psicoterapia non sempre corrispondono a uomini equilibrati.
  • Uomini colti non sempre corrispondono a uomini in grado di rispettare una donna.
  • Uomini a stretto contatto con l’Arte non sempre riconoscono un pezzo di valore.
    Maleducati, bugiardi, patologici, abusanti e inconsapevoli sono semplicemente dei drammi umani viventi.

Melania Emma

ORA CURATI TU!

Esiste una correlazione tra la gravità del disturbo e l’indisponibilità ad accettare un aiuto professionale, anche quando il danno esistenziale del problema è reso evidente da sintomi marcati (depressione, insonnia, abuso di sostanziante, dipendenza sessuale, ecc.): quanto più è forte la resistenza, tanto più è strutturato il disturbo narcisistico di personalità” dice Enrico Maria Secci sul Narcisismo Patologico.
A me, con l’ex, successe di ricevere questo sms, una mattina di marzo del 2013: “…sento di aver bisogno di aiuto. Ti chiedo se puoi e vuoi, di farmi avere il numero dello psicologo che conosce la tua amica, sono serio. Se non sarà lui, sarà un altro…grazie”. Ci andò di corsa, ci stette meno di un anno e altrettanto di corsa scappò. Nel frattempo la terapeuta lo inviò dalla psichiatra, dietro sua richiesta di avere un farmaco per “stare su”. Scappò anche dalla psichiatra e sospese l’antidepressivo (sertralina) senza scalare. Quell’ometto era in realtà solo preso dalla smania di lasciarmi (ma senza sporcarsi) , di liberarsi di me e quello che significavo (il suo fallimento), di dimostrare che lui non aveva bisogno di niente e nessuno, per arrivare a dirmi tronfio: “Io il mio dovere l’ho fatto, ci sono andato un anno, ora curati tu!” e poi rimettersi i vecchi, comodi e familiarissimi abiti di venditore di nebbia quale era.
Ho capito così sulla mia pelle quanti di  questi personaggi girino indisturbati là fuori, mentre sono le persone empatiche (diventate dipendenti affettive, ossessive, malate, depresse, ecc.) a stare sedute sulla poltrona del terapeuta a lambiccarsi il cervello per cercare di capire.
Quando un NP va in terapia purtroppo “vede” delle cose di sé, ne scorge altre di non piacevoli, guarda giù nel pozzo ed è proprio da qui la sua reazione di ribellione, fuga e stacco: “Non voglio vedere i mostri cattivi!”, dice il suo bambino che soffre.
Molto meglio puntare lo sguardo sul partner (per un narcisista patologico il Male è SEMPRE fuori da sè, non dimentichiamolo mai!) e attribuire agli eventi o al partner la personificazione assoluta del Male: il partner è lì e si presta inconsapevole, così che il NP può inscenare la plateale uscita di scena mentre vince il Mostro e il Male e lui, pulito, si allontana fiero.
Questa scena è un classico del genere, che si ripete all’infinito se si entra a far parte del teatrino di queste persone profondamente patologiche. Abilissimi nel porre il peggio fuori da loro (ossia noi), abilissimi nel sentirsi giustificati a fare del male in nome di una Virtù più alta (ossia loro stessi).
Oltre questa scena, che è il culmine massimo del melò interpretativo che raggiunge un NP, non troverete mai nulla: a loro piace la rappresentazione teatrale di loro stessi mentre si liberano del Male, con ampi gesti e grandi parolone, con porte sbattute e grandi uscite, con telefonate e lettere d’addio, con liste infinite di quanto hanno fatto ricevendo solo ingratitudine e (attenzione, questa non manca mai!) con lista immancabile di quanto avevano (avuto) in progetto di fare se non fosse che noi glielo abbiamo impedito col nostro brutto carattere.

Parafrasando quindi il dott. Secci, esisterebbe anche una correlazione tra il livello di empatia portata allo stadio di malattia (dipendenza affettiva) e la disponibilità ad accettare un aiuto professionale, perchè il danno esistenziale del problema è reso evidente da sintomi marcati (depressione, insonnia, ansia, ossessione, somatizzazioni varie, attacchi di panico, tumori, ecc.): a ben pensarci, un dipendente affettivo è cresciuto a pane e colpa, per lui è accettabile sentirsi dire dal terapeuta “Il tuo problema è questo”, perchè l’empatico, reso dipendente e ossessivo, ha sempre avuto quell'”amore del perchè”, del cercare di capire, del volerci vedere chiaro. Egli resterà seduto sulla poltrona del terapeuta finchè non ha capito e finchè non avrà dato il nome ad ogni mostro che incontra.
Un empatico, proprio per le sue caratteristiche, avrà il 100% di probabilità di NON invalidare una terapia psicologica: egli in passato ha collaborato coi mostri, pur di scavare in cerca dell’amore… figuriamoci se non collaborerà col terapeuta in cerca della Vita!

Melania Emma