“Il dolore non sempre è un buon consigliere. Chiusi nella roccaforte della sofferenza, si fa del male. Il male in nome del dolore è il male del male”
Enrico Cazzaniga

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La persona senza consapevolezza è una soave macchina infernale. Può uccidere un’anima chiamandolo “rispetto”, dispiacendosi poi per il cadavere chiamandolo “suicida”.
Melania Emma

Siate più possibile lucidi nel cogliere le dissonanze: il blog/pagina che scegliete di seguire, dell’ennesimo bravissimo guru/psicologo/benefattore che vi parla di Trauma da Narcisismo, deve essere coerente.
Leggo sempre più spesso che questi immensi benefattori delle vittime di TdN parlano del Narcisista Patologico come di un malvagio essere cosciente, che distrugge premeditatamente e, ALLO STESSO TEMPO, di un essere malato, patologico, incurabile, inconsapevole.
No.
O il NP è il Dio del Male, con poteri sovrumani che distrugge pianificando in piena coscienza e strategia e contro cui nessuno può nulla, o è un povero malato sfigato perdente affetto da un reale disturbo di personalità, per cui non c’è cura e da cui bisogna imparare a proteggersi.
Non si possono sostenere due concetti ben distinti, mischiandoli come in un collage.
Non mi rivolgo a quei quattro sedicenti “professionisti” che hanno bisogno di guadagnare con le vittime, ma a chi è vittima e cerca di mettere insieme una vita andata in pezzi con un NP: voi meritate di CAPIRE BENE cosa vi è successo, sceglietevi un canale onesto, coerente, che non vi venda concetti confusi: il Male esiste, il Diavolo esiste ed ha molte ESPRESSIONI, alcune meravigliosamente indorate (come un certo tipo di bene) e alcune terribilmente palesi (come il NP o patologie peggiori). Il Male si serve di persone che inizialmente e inconsapevolmente lo sposano, questi “matrimoni” sono l’espressione del Male, se le persone che lo esercitano fossero davvero così dotate e invincibili, non farebbero la fine di merda che li attende puntuale all’epilogo della loro esistenza.
Melania Emma

Bisogna interrogarsi molto sinceramente e molto a fondo, durante il trattamento del silenzio, sulle precise parole dirette alla nostra persona durante la svalutazione-scarto. A ben guardare, quelle precise parole descrivono esattamente le intenzioni e azioni di chi le pronuncia attribuendocele: la proiezione del loro Male sulla nostra persona, li allevia. Il dolore che proviamo dubitando di essere davvero così come veniamo descritti, è pari al loro dolore, con cui essi convivono ogni giorno della loro vita, e che scaricano in questo modo. Il tutto prima, durante e dopo il giurarci amore infinito. Il giuramento produce legame, la svalutazione lo rinforza.
L’amore è un’altra cosa, ma il dipendente affettivo ancora non lo sa.
Melania Emma

Il diavolo sa ben citare la Sacra Scrittura per i suoi scopi.

William Shakespeare

POCO PIU’ IN LA’

crow

La vendetta
Non si desidera altro, per tanto dolore ricevuto. Incredibile come il desiderio di vendetta diventi un compagno che colonizza i nostri pensieri: l’unica soluzione giusta e meritata è la Vendetta! Solo programmarla è un sollievo, specie se abbiamo “materiale utile” a disposizione per seppellire per sempre chi ci ha fatto del male. La Vendetta è un Sollievo, non c’è storia: quando si vive un male ingiusto che qualcuno ci ha procurato, quando si è nello shock, colpire dove farà più male e vendicarsi è un balsamo immediato.
Eppure.
Eppure, poco più in là c’è sempre e, posso garantire, SEMPRE, una Giustizia Perfetta. Si può chiamarlo Karma, Ruota dell’Esistenza, Destino, Raccolto del Seminato…. nel mio caso lo chiamo Tribunale Divino. Personalmente ho potuto SEMPRE osservare nel tempo (e con piacere, non lo nego) come chi mi ha fatto dell’autentico male gratuito sia poi, poco più in là, caduto nella disgrazia. Ma non inciampato e sbucciato, no, proprio stramazzato al suolo: senza quindi dover aspettare un’altra vita, alle persone che mi hanno fatto del male puro ho visto SEMPRE accadere loro dei fatti terribili e irreversibili o peggiorare certi loro fatti pendenti. Oppure, per dirla diversamente, progettando e realizzando del Male per me, sono accadute loro le cose più terribili. E questo l’ho visto accadere non tanto perché loro avevano colpito me in particolare e quindi a-me-nessuno-mi-deve-toccare-pena-l’ira-degli-dei, ma perché (e l’ho capito con l’osservazione) già nella loro stessa vita avevano innestato dei legami col Male, sposando cause maligne e spargendo semi i cui frutti son piombati poi addosso a loro, puntuali come la Morte. Aggiungo un particolare inquietante, un comun denominatore a tutte le persone che in qualche modo mi hanno colpita: tutte avevano ed hanno legami con l’occulto e l’esoterismo, spesso mascherati sotto il socialmente accettabile termine di “attività olistica”. Ahi ahi ahi…

Il Male
Quanti di noi, relazionandosi o vivendo accanto ad un NP, hanno “sentito” chiaramente scorrere il Male? Quanti sentono spostamento d’aria e vertigini quando ci passa accanto (anche in auto!) una persona maligna? Quanti hanno visto fin troppo bene situazioni condivise con NP tramutarsi da neutre, quando non da nettamente positive, a negative, ricevendo una palata di m… senza aver fatto nulla e senza nemmeno capire come si è creata la situazione? Quanti hanno constatato come allontanandosi da loro (o venendone allontanati), nella nostra vita ritornano pace, armonia, bellezza, quiete? Bene, mi prendo la responsabilità di dirlo io: alcuni esseri (umani?) portano Male, portano addosso qualcosa di maligno appiccicato addosso, di cui i più intelligenti di loro sono perfino consapevoli e cercano (tramite chi si offre volontario ad amarli) tutta la loro vita di scaricare, infondere, rilasciare sugli altri, per trovare loro un pò di sollievo, un pò di “mezzo gaudio” creando il mal comune.
E’ un delirio? Può darsi, ma non se guardato dal punto di vita animico e spirituale, per chi ancora sente di avercela, un’anima e gli fa paura perderla. Attenzione, perciò, a vendicarsi con chi ha legami col Male, perchè non si può far del male al Male senza ferire anche noi stessi.

Aspettare
Non amo più molto scrivere come un tempo i fatti personali accadutimi, ma forse serve a rendere l’idea: il 2017 ha buttato giù dalla torre molti miei “affetti” in pochi mesi e io ringrazio ogni giorno per questo regalo: ognuno di questi “affetti” ha dato il suo meglio rivelandosi per ciò che era veramente, chi tradendomi, chi rubandomi, chi scartandomi, chi diffamandomi, tutto pur di salvarsi loro ed uscirne puliti. E nonostante fossi fornita per ognuno di loro di fior di prove inconfutabili da poter usare per chiedere fior di danni tramite la legge umana, proprio mentre ancora preparavo il tiro per rispondere agli attacchi, è intervenuto quel Tribunale Divino citavo prima che, non solo ha “comminato” loro delle pene tremende, ma ha regalato a me, proprio il Natale di quel 2017, inaspettatamente, il dono immenso di poter vivere una vita benedetta e piena d’amore.
Sembra un teleromanzo sudamericano? Anche a me. E ancora non mi capacito di quanto sia cambiata per sempre la mia vita in pochi mesi, vita che non sono qui per raccontare, ma per passare il concetto che se avessimo davvero la pazienza di aspettare ed osservare senza agire, mentre ci dilaniamo dal dolore atroce che ci viene inferto (e lo dico da persona impulsiva quale sono), lo vedremmo davvero quel cadavere del nemico passare lungo il fiume! Certo, aspettare é l’ultima cosa in assoluto che ci viene da fare nel momento in cui ci fanno male e siamo immersi in uno shock e in un dolore che non ci fa più respirare, ma nel caso dei nostri amati narcisisti patologici, poco più in là e proporzionalmente a quanto son patologici, si stagliano SEMPRE davanti a loro cosucce come: malattia, morte, disonore, solitudine, tracollo economico e caduta del “castello”. E potere, stima, sicurezze, successo, forza, credibilità, ambizioni, prosperità…tutto andato. Se qualcuno cerca consolazione al proprio dolore (che presto si trasformerà in pena profonda per chi lo ha inferto) suggerisco di aspettare questo momento senza fare niente, perchè ci sarà!
In un vecchio mio post molto copiaincollato da esimi “dottori” che l’hanno fatto loro togliendo il mio nomne (https://www.facebook.com/lindoratapillola/posts/614202585433689), parlavo di come fare a “vincere” con un narcisista patologico e parlavo del Tempo: l’unico vero alleato che ci mostrerà CHI SONO le persone che ci hanno abusato e che abbiamo disgraziatamente amato. Il tutto, senza sporcarci le mani abbassandoci a vendicarci e arrivando forse a provare alla fine anche pena, per questi esseri storpi. Il Tempo porterà con sè le risposte che nel momento non si hanno, il Tempo darà la dignità e un nome a tutte le cose.

Le risposte
Questo lungo post non è affatto un post di Pace Amore e volemosebbene, ma un invito ad avere un’azione (e non una reazione) buona e amorevole SOLO PER NOI e per il nostro dolore proprio quando si è ad un passo dallo sferrare un colpo più grosso di quello ricevuto. Che fare quindi? Lenire le nostre ferite e non fare nulla contro l’altro che ci ha colpito, perchè poco più in là c’è SEMPRE la sua rovina. Basta solo osservare e lasciare che il Tribunale Divino faccia il suo lavoro puntuale. L’ascesa e la caduta di una persona maligna è uno spettacolo raccapricciante da guardare, spesso partito da molto lontano e che spesso si svolge in un lungo lasso di tempo.
Mi sono chiesta a lungo se chi ha fatto del Male soffrisse anch’egli e come mai egli sembri non soffrire mai. La mia risposta è sì, soffre eccome: non soffre nel far del Male, perchè di certo non ha una coscienza, ma fa il Male proprio perchè soffre già di suo a monte. E’ costretto a farlo, deve alleviare sè stesso, salvarsi, appararsi. Deve averlo imparato quando ha rinunciato alla sua anima e giurato il suo “mai più” al dolore. Sono loro le vere vittime, perchè non hanno scelta!
Mi sono chiesta a lungo chi sia stata io, così autentica, reale, ingenua (soprattutto), accogliente, genuina e vitale, per tutti quelli che hanno “mangiato” a casa mia. La mia risposta la giro a voi, lettori cari, perché forse è anche la vostra: SIAMO STATI LA SCUSA PER RIMANDARE DI UN ALTRO PO’ LA LORO ATROCE SOFFERENZA. Sì, perchè la loro fine è quella lì: soffrire per ciò che loro stessi si sono creati e credo sia solo questa la garanzia per chi eventualmente cerca una vendetta.
Un abbraccio!
Melania Emma

Ho la vaga sensazione che i maschi che ammazzano una donna per un suo rifiuto siano gli stessi che, passandoti accanto mentre sei china per strada con una gamba dolente, frugano con gli occhi persi tra le tue tette.

Melania Emma

In un telecomando per sole Donne che tasti mettereste? Io vorrei il tasto PENA, non quella che fanno alcuni esemplari, ma la CERTEZZA DELLA PENA, che vorrei veder scontare a chi spezza una Donna. Se le donne dilaniassero così gli uomini, sarebbe forse rivolta? Avremmo l’esercito in strada? Il Papa alla finestra che predica? Le leggi degli uomini sarebbero applicate alla lettera? Solo Donne, solo reati mai puniti, solo bestie senza controllo.

Melania Emma

La gente spesso fatica a sottrarsi a situazioni di maltrattamento perché tende a pensare che la cattiveria allo stato puro nell’essere umano non possa esistere.
E allora si immobilizza, attende cambiamenti, cerca di determinarli, prova a comunicare, resiste, chiede, a volte addirittura implora.
Tutto perché non crede a quello che vede e cerca di far rientrare veri e propri mostri in uno schema emotivo e comportamentale umano per loro inapplicabile.
I mostri invece esistono e chiedersi perché agiscano in un certo modo non serve se non a fornire alibi a loro e a se stessi per rimanere nelle loro grinfie.

Cinzia Mammoliti

Il diavolo non viene da te con la faccia rossa, la coda e le corna, ma viene travestito da tutto ciò che hai sempre desiderato.

Melania Emma

Credevo che la violenza fosse nelle urla, nelle botte, nella guerra e nel sangue.
Adesso so che la violenza è anche nel silenzio, e qualche volta è invisibile a occhio nudo.
La violenza è il tempo che risana le ferite, la sequenza irriducibile dei giorni, l’impossibile ritorno indietro.
La violenza è quello che ci sfugge, che tace, che non si manifesta, la violenza è ciò che non ha spiegazione, che resterà opaco per sempre.

Delphine De Vigan

Il modo migliore per prendere il controllo di un popolo e soggiogarlo è di togliergli la libertà poco alla volta, sgretolare i loro diritti con migliaia di piccole e semi-impercettibili riduzioni. In questo modo la gente non si accorgerà che quei diritti e quelle libertà gli sono stati tolti, fino a dopo che questi cambi siano diventati irreversibili.

Adolf Hitler – Mein Kampf