Da una donna narcisista in terapia: “Il mio primo impulso resta manipolare. Non c’è cura, solo autocontrollo.”

Quando i narcisisti patologici riflettono e posano lo sguardo su di sè, sono momenti rari, anche se poco duraturi, e offrono un punto di vista esclusivo di cui fare sempre tesoro. Condivido questo scritto dal blog “Arte di salvarsi”, il top assoluto in materia. Buona lettura e buona riflessione! Mel

L'arte di salvarsi

Trad. dal russo by Nadia Plamadeala
Testo originale https://www.wonderzine.com/wonderzine/life/experience/242907-narcissistic-disorder)

Il disturbo narcisistico di personalità raccontato da una narcisista

“Non sono così pericolosa come sembra”

 I narcisisti ci fanno paura. Sono soggetti di libri e di gruppi online. Sappiamo tutti che sono inclini alla manipolazione e raramente mostrano empatia. Ma pochi sanno cosa pensano di se stessi.

Tania ha trentasette anni. Un anno fa ha scoperto di avere il disturbo narcisistico di personalità e ha deciso di provare a cambiare vita. Scrive dei suoi successi in un canale Telegram in russo chiamato “Narcisismo atipico”. Abbiamo parlato della sua esperienza con la psicoterapia e di cosa significhi per lei vivere con questo disturbo.

“Prima non immaginavo nemmeno di essere una di quelli che vengono chiamati narcisisti. Al contrario, come tutti, ero diffidente nei confronti di queste persone, le biasimavo. Ho cercato di stare lontano da loro. Ricordo quando ho appreso la…

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DOPO LA FINE DI UNA RELAZIONE CON UN NP LI VEDO DAPPERTUTTO

Cari lettori,
ho una domanda in apparenza semplice che una lettrice mi pone e mi chiede di pubblicare. Con la sua domanda, pubblico anche la mia risposta al suo quesito, ma soprattutto chiedo a VOI un vostro commento per dare un parere….si sa quant’è importante sentire diverse campane, no? Ringrazio tutti fin da ora 🧡
Melania Emma

DOMANDA
“….avrei una domanda, la domanda magari potrà essere ripubblicata perché immagino che il mio possa essere un dubbio comune, se invece il discorso è stato già affrontato chiedo scusa in anticipo.
Allora, io sono uscita da un tira e molla di 5 anni con un narcisista, uno dei peggiori, esattamente conforme al peggiori stereotipi che possono essere stati descritti, fortunatamente dopo anni di dolore, terapia e maltrattamenti ho smesso di vedere e sentire questa persona da luglio e con la scusa che lo avrei denunciato (essendo lui molto furbo mi ha lasciata in pace). Nel momento in cui ho lasciato andare lui ho conosciuto ad agosto un altro ragazzo con cui ho iniziato una storia, già di per se problematica che è finita a dicembre con episodi casuali.
Ora vengo alla mia domanda, analizzando la cosa ho sempre più il sentore che questa persona che frequentavo fino a poco fa sia un altro narcisista, purtroppo quando si è dentro si vede poco e avendo anche solo questo istinto preferisco non continuare la cosa.
La mia domanda ora è: dopo la fine di una relazione con un narcisista, dalla tua esperienza, è più comune essere “paranoiche” e vedere il male o il narcisista ovunque o al contrario siamo più attente a individuarlo? Spero di essermi spiegata.”

RISPOSTA
Ti rispondo per la mia personale esperienza: dopo la fine della mia vecchia storia col narcisista (covert), ero in terapia serrata e non volevo assolutamente relazioni di nessun tipo, proprio perché (come dici tu) li vedevo dappertutto ed ero conscia che non avrei saputo individuare uno sano da uno bacato. Quando mi sono rafforzata un po’ emotivamente, ho accettato alcuni mesi di sesso (chiamarla storia é ridicolo) ma solo perché era impegnato e non avrebbe potuto chiedermi di più e quindi, forte di questo, ero io in controllo. Fino al punto di chiudere appena ha iniziato a rivelarsi un personaggio problematico. Era solo una “evasione” durante la mia terapia, alla quale mi sono dedicata anima e corpo, perché per me era fondamentale (sempre come dici tu) riuscire a individuarli. Ti dico quindi, oggi che la “missione” è compiuta: no, non riesci ad individuarli senza un lavoro su di te. A me non bastava leggere pile di libri per sapere chi sono loro, nel mio caso mi è servito VEDERE ME, le mie falle e i miei ganci. Così a bocce ferme e centrata su di me, riesco ad annusarli anche da una chat. Ed é solo questo che mi permette di avere oggi rapporti sani.
(Però magari ci sono altri percorsi e modi, questa è solo la mia esperienza e, se può servire, sarò ben felice di dare altre risposte a chiunque!)

FONTE

COSA SIGNIFICA QUANDO UN NARCISISTA DICE TI AMO

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Cara partner dipendente,
quello che sto per dirti non ti piacerà e sicuramente farai fatica a capirlo; nella realtà dei fatti, io non lo ammetterò mai perché finirebbero tutti i miei giochi di potere sulla coppia e sulla tua intera esistenza.
E’ questo per me il punto, il potere e non l’amore.
Quanto ti dico “ti amo“ voglio dire che apprezzo davvero il lavoro che fai per soddisfarmi, vuol dire che mi piace come riesci a mettermi al centro della tua vita; il mio “ti amo” significa che mi appaga sapere che riesci a metterti da parte per la mia felicità e ancora più di tutto, mi piace che riesci ad accettare il fatto che io non farei mai lo stesso per te.
Mi piace la sensazione che mi dà pensare a te come debole, vulnerabile, emotivamente malleabile, duttile nel carattere e nel comportamento. La tua innocenza per me è solo debolezza e mi piace guardarti dall’alto: ecco perché non posso fare a meno di distruggere la tua autostima.
Tu accetti tutto e non fai una piega se abitualmente antepongo le mie esigenze alle tue e non perdo occasione per farti sentire piccola e insignificante.
Amo il modo in cui mi sento, sapendo che, attraverso l’abile uso di gaslighting tu ti sentirai colpevole e in obbligo nei miei riguardi senza neanche sapere bene il perché…
Quando ti dico ti amo, ti esprimo la mia soddisfazione: mi piaci perché il tuo unico obiettivo è quello di alleviare le mie pene e mai le tue!
Però, sappi che indipendentemente da quanto saranno duri i tuoi sforzi, non mi farai mai sentire abbastanza amato, abbastanza rispettato o abbastanza apprezzato perché c’è sempre qualcosa che sbagli.
Solo qui, in questa confessione, posso dirti che non dipende da te ma solo dalla mia voglia di farti sentire inadatta, immeritevole d’amore e soprattutto di farti sentire non all’altezza di quell’amore che io, generosamente, ti concedo a piccole dosi, quasi come gocce di un veleno che lentamente ti uccide. No tesoro, questo che stiamo vivendo non è amore, neanche lontanamente…. io, da buon narcisista, non so amare; non so amare nessuno, non ti illudere, io non so amare neanche me stesso e non sarai certamente tu a darmi lezioni d’amore.
In generale, provo disprezzo per il prossimo e a causa dei neuroni specchio o di più probabili meccanismi inconsci, talvolta finisco anche per provare disgusto di me stesso ma metto subito da parte questo sentimento: è anche per questo che posso dirti ti amo, perché mi piace poter amare me stesso attraverso di te.
A volte il mio ti amo può significa anche ti odio, perché in alcuni momenti il mio bisogno delle tue attenzioni mi innesca una rabbia che ovviamente riverso nel rapporto di coppia; rabbia e frustrazione che tu dovrai lenire.
Ti amo perché mi piace che resti li ad assorbire tutti i miei bassi e ribassi e quando ti elemosino un po’ di amore sei addirittura contenta di ciò che riesco a darti.
Devo farti sapere, però, che spesso provo una sensazione di disprezzo nei tuoi confronti ma anche questa volta non dipende da te e io proprio non posso farne a meno: odio ammetterlo ma a volte mi sento dipendente da te per nutrire il mio senso di superiorità nei tuoi confronti e nei confronti del mondo. Odio ammettere i veri motivi e non lo farò mai perché un’ammissione svelerebbe la grossa illusione che vive la mia mente.
Ti amo perché mi piace vedere come ti faccio agitare e come ti faccio soffrire… sento di avere un potere immenso su di te. Tu puoi dire qualsiasi cosa, puoi risolvere ogni problema tanto io ne troverò sempre di nuovi per provocarti e tenere acceso il dolore che mi ricorda quanto io conto per te. La mia mancanza di empatia non mi fa capire che questo mio bisogno sta distruggendo la tua vita (e facendo a pezzi la tua autostima) ma d’altronde, anche se lo capissi, mi girerei a guardare dall’altra parte per continuare a vivere la mia illusione.
Ti amo perché sai che i miei bisogni sono sempre più profondi dei tuoi, i miei valori più ideali e anche i miei problemi sono più grandi dei tuoi e come tali hanno la proprietà.

Io sono molto abile a farti sentire confusa e a farti dubitare di te stessa; beh, è anche per questo che ti amo! Perché mi rendi così importante da continuare a stare con me nonostante i trattamenti che quotidianamente ti riservo… A volte, addirittura sono tentato di minacciare di lasciarti per vederti soffrire e implorare la mia presenza nella tua vita: mi basta vederti piangere per ritrattare, dimostrarti la mia capacità di perdono e rimandare tutto alla prossima occasione.
A causa del disgusto celato che provo verso me stesso, ho bisogno di te per sentirmi appagato, ho bisogno di qualcuno da usare come un sacco da boxe così io posso sentirmi bene con me stesso e non mi interessa se intanto sei tu a soffrire.
Questo è il mio modo di essere e di sentire: nego a me stesso tutti i sentimenti di paura che mi porto dentro dalla mia infanzia ma che io non ammetterò mai e non pensare neanche lontanamente di riuscire a “tirarmeli fuori” tu. Odio tutti i segni di debolezza in me ed è per questo che disprezzo te, perché ti considero inferiore, stupida e vulnerabile.
Ti amo perché mi piace il modo in cui mi sento quando mi osservo attraverso i tuoi occhi ammiranti. Se il mio pubblico esclusivo, il mio più grande fan e la tua ricerca incessante di me mi fa sentire onnipotente.
Hai notato come sono permaloso?
Sono permaloso perché mi spaventa sapere che tu o qualcuno nel mondo potrebbe giudicare che non sono stato capace di qualcosa. L’ammirazione che provi nei miei riguardi, mi scherma dal giudizio altrui cosicché io non dovrò mai confrontarmi perché non ne sono capace.
Per sentirmi meglio evito di darti le attenzioni di cui hai bisogno. La mia relazione non è solo con te ma anche con il resto del mondo: oltre a manipolare le tue idee, riesco a modellare l’opinione che hanno gli altri della nostra coppia così da passare sempre per “quello buono” e tu per quella “che non è abbastanza”.
Ti amo perché mi piace nutrirmi di te per colmare il mio profondo e incolmabile vuoto interiore.
E’ più comodo amare te che accetti di essere trattata così, piuttosto che osservarmi davvero dentro. Io posso gongolarmi nella mia natura narcisistica e posso farlo anche grazie a te.
Con amore (si fa per dire),
il tuo partner narcisita

PS: ho davvero bisogno di aiuto, ma tu non puoi farci nulla, non senza separarti da me e quindi facendo un errore enorme. Ricorda, siamo una coppia co-dipendente, tu dipendi dalla mia grandiosità e lo fai per confermare tue credenze innate… e io mi nutro di te per i motivi che ti ho descritto sopra.
Solo uno psicoanalista, con esperienza in questo campo, potrebbe avere una chance ma non credo di considerarlo neanche: in un percorso introspettivo dovrei affrontare la mia più grande paura e ammettere che non sono superiore a nessuno. Dovrei ammettere che le mie azioni, i miei pensieri e le mie credenze su me stesso e sugli altri, sono la causa principale della sofferenza che c’è nella mia vita. Non potrei mai ammetterlo perché nella mia attuale visione solo i deboli si mettono a fare queste cose e io non sono un debole!

Fonte

LA MIA ANIMA HA FRETTA

Ho contato i miei anni ed ho scoperto che ho meno tempo da vivere da qui in avanti di quanto non ne abbia già vissuto.
Mi sento come quel bambino che ha vinto una confezione di caramelle e le prime le ha mangiate velocemente, ma quando si è accorto che ne rimanevano poche ha iniziato ad assaporarle con calma.
Ormai non ho tempo per riunioni interminabili, dove si discute di statuti, norme, procedure e regole interne, sapendo che non si combinerà niente…
Ormai non ho tempo per sopportare persone assurde che nonostante la loro età anagrafica, non sono cresciute.
Ormai non ho tempo per trattare con la mediocrità. Non voglio esserci in riunioni dove sfilano persone gonfie di ego.
Non tollero i manipolatori e gli opportunisti. Mi danno fastidio gli invidiosi, che cercano di screditare quelli più capaci, per appropriarsi dei loro posti, talenti e risultati.
Odio, se mi capita di assistere, i difetti che genera la lotta per un incarico maestoso. Le persone non discutono di contenuti, a malapena dei titoli.
Il mio tempo è troppo scarso per discutere di titoli.
Voglio l’essenza, la mia anima ha fretta…
Senza troppe caramelle nella confezione…
Voglio vivere accanto a della gente umana, molto umana.
Che sappia sorridere dei propri errori.
Che non si gonfi di vittorie.
Che non si consideri eletta, prima ancora di esserlo.
Che non sfugga alle proprie responsabilità.
Che difenda la dignità umana e che desideri soltanto essere dalla parte della verità e l’onestà.
L’essenziale è ciò che fa sì che la vita valga la pena di essere vissuta.
Voglio circondarmi di gente che sappia arrivare al cuore delle persone…
Gente alla quale i duri colpi della vita, hanno insegnato a crescere con sottili tocchi nell’anima.
Sì… ho fretta… di vivere con intensità, che solo la maturità mi può dare.
Pretendo di non sprecare nemmeno una caramella di quelle che mi rimangono…
Sono sicuro che saranno più squisite di quelle che ho mangiato finora.
Il mio obiettivo è arrivare alla fine soddisfatto e in pace con i miei cari e con la mia coscienza. Spero che anche il tuo lo sia, perché in un modo o nell’altro ci arriverai.

Mario De Andrade

KAFKA E LA BAMBOLA VIAGGIATRICE

Un anno prima della sua morte, Franz Kafka visse un’esperienza insolita. Passeggiando per il parco Steglitz, a Berlino, incontrò una bambina, Elsi, che piangeva sconsolata: aveva perduto la sua bambola preferita, Brigida. Kafka si offrì di aiutarla a cercarla e le diede appuntamento per il giorno seguente nello stesso posto.
Incapace di trovare la bambola, scrisse una lettera – da parte della bambola – e la portò con se quando si rincontrarono. “Per favore non piangere, sono partita in viaggio per vedere il mondo, ti riscriverò raccontandoti le mie avventure…”, così cominciava la lettera.
Quando lui e la bambina si incontrarono, egli le lesse questa lettera attentamente descrittiva di avventure immaginarie della bambola amata. La bimba ne fu consolata e quando i loro incontri arrivarono alla fine, Kafka le regalò una bambola. Era ovviamente diversa dalla bambola perduta e in un biglietto accluso spiegò: “i miei viaggi mi hanno cambiata”.
Molti anni più avanti la ragazza, cresciuta, trovò un biglietto nascosto dentro la sua bambola ricevuta in dono. Riassumendolo diceva: ogni cosa che tu ami è molto probabile che tu la perderai, però alla fine l’amore muterà in una forma diversa“.
(tratto da “Kafka e la bambola viaggiatrice” di Jordi Sierra i Fabra)

DONNA SELVAGGIA

Cara mia dolce donna selvaggia,
io so perchè non ha funzionato con gli altri. tu non hai bisogno di un uomo, ma di un guerriero, maledizione!
Tu hai la forza del caffè turco al sorgere del sole tesoro, e non fingere di non saperlo.
Tu sei una donna selvaggia, e non importa quanto hai tentato di nasconderlo, non puoi essere qualcosa di diverso da quello che sei, tu vai bene così, splendidamente indomabile in tutta la tua caotica bellezza.
So che il tuo cuore è stato ferito, e non capisci il motivo di non riuscire a trovare fuori quello che brami dentro, io ora lo so :
non hai bisogno di un uomo, tu devi avere un guerriero.
Non importa se questo guerriero guida una lucida auto sportiva o una Jeep, se indossa seta o cotone, non avrà importanza neanche se lavora in un grattacielo o se fa il turno di notte.
Quello che è davvero importante, è che quando si tratterà di sostenerti sarà al tuo fianco per tutto il tempo.
Questo guerriero amerà la tua forza e intensità, ti guarderà non come uno spirito da domare ma come una donna da ammirare, maledizione!
Questo guerriero non tenterà di manipolarti o giocare come è accaduto in passato, credimi tesoro, non ci proverà nemmeno e tu lo amerai ancora di più per questo.
Perchè tu non sei solo una donna, tu sei una dea.
Il tuo ardore lo farà inginocchiare davanti al tuo sguardo, ma al contrario del passato lui non avrà paura, no, senza paura si aprirà al tuo fuoco.
Tu hai bisogno di qualcuno che sappia amare il fuoco dei tuoi occhi.
Non solo, mia piccola donna selvaggia, ma il tuo guerriero soffierà sul fuoco ardente dei tuoi occhi e non tenterà di spegnerlo con le proprie insicurezze.
Perchè un guerriero è l’unico uomo che può vivere con te in libertà.
Lui non dovrà più uccidere i draghi per meritarsi il tuo amore, ma camminerebbe sul fuoco per vedere splendere il sorriso sul tuo viso.
Questo cerchi, spirito libero, e anche lui è in cerca di te.
Anche lui ha avuto rapporti che lo hanno ferito e si è chiesto se il suo destino era rimanere solo per sempre, ma per te cambierà la sua visione.
Entrambi avete percorso vie di solitudine, ma ora, tutto sta per cambiare.
Perchè bambina, quando incontrerai il tuo guerriero il vostro amore darà alle fiamme tutto quello che è stato.
So che il tuo cuore non è abituato, so che potresti non crederci, donati però l’opportunità di riconoscerlo.
Questo guerriero ha bisogno che tu credi che esista, e che è possibile che qualcuno ami la tua natura selvaggia, lascialo andare inoltre quando avrà bisogno di allontanarsi, e lui lascerà libera te di esplorare i tuoi territori, ed entrambi non vorrete altro che riabbracciarvi in quel luogo dove dimenticate che esiste il resto del mondo.
Danzerai ancora nuda sotto la luna piena, berrai dal calice delle stelle, perchè questo uomo ama la tua anima selvaggia e desidera che tu rimani quello che sei.
Perchè cara anima, ci vuole un guerriero per amare una dea e ci vuole una dea per mostrare ad un guerriero cosa è veramente l’amore.
Quindi cara donna selvaggia soffia via le tue insicurezze, abbatti i limiti della mente.
Sei nata sapendo che eri destinata a qualcosa di più, ora è il tempo per prenderti quello che meriti.
Perchè ti giuro, mia cara donna selvaggia, che se mi stai cercando anche io sono in cerca di te.

Kate Rose

Lettere di una donna indipendente. L’emancipazione epistolare.

Dedicato alle amiche e compagne di percorso, ma anche a tutte le Donne che hanno dimenticato (o non sanno) chi siamo. Educate le vostre figlie a diventare Donne e non femmine. Coltivate legami e rapporti con altre Donne e non femmine. Agite e pensate con coscienza di Donna e non di femmina. Accettate solo Uomini e non maschi. Niente al di sotto del vostro (nostro) livello.
Melania Emma

Il lettore comune

È raro di questi tempi potersi divertire grazie ad una scrittura limpida e intelligente e senza l’ausilio di volgarità o scene scabrose. Lettere di una donna indipendente di Elizabeth Von Arnim è un libro che delizia dalla prima pagina fino all’ultima, ma non solo, il fatto che sia stato scritto nel 1907 lo trasforma anche in uno strumento coraggioso di critica e di lotta contro delle convenzioni sociali delle quali sembra impossibile liberarsi completamente. In particolare qui viene messa in risalto l’assurdità di doversi sottomettere alla volontà maschile, poiché, ritenuta intellettualmente inferiore e rifiutata socialmente in caso di mancato matrimonio, una donna non può essere libera senza avere un uomo al suo fianco anzi, peggio ancora, rifiutando un “buon partito” compie addirittura un suicidio sociale.

Il libro è composto da una raccolta di 81 lettere, che raccontano una (pseudo)storia d’amore e suggeriscono tante esortazioni alle donne affinché si affranchino da…

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QUANDO LEI è NARCISISTA PATOLOGICA: UN RACCONTO-GUIDA DI UN UOMO (finalmente)

Noi donne denunciamo a gran voce il nostro dolore, ma se è un uomo ad incappare in una relazione perversa? Non è solo il mio parere che le donne narcisiste, borderline e perverse siano di gran lunga maligne rispetto ad un maschio omonimo, in fondo il demonio è bellissimo e suadente, no? Vi presento qui una utilissima guida di un uomo che ce l’ha fatta, scritta di pancia e di cuore, per aiutare chi ancora non vede ma soffre, a guarire da questo virus psichico. Ringrazio tantissimo questo umile amico, che chiede l’anonimato, con un abbraccio.

Spero con tutto il cuore che questa guida possa aiutare quanti in questo momento si trovano sprofondati in una relazione o in una frequentazione con donne che presentano disturbi narcisistico-maligni della personalità, le ragazze in questione vengono quì nel forum chiamate psycho, molto spesso a sproposito, da chi non sa esattamente cosa significhi avere a che fare con un individuo con questo tipo di personalità e peculiarità.
Non parlerò degli avvenimenti avuti con loro nello specifico per rispetto, ma demarcherò le linee guida e i comportamenti che queste persone attuano nella maggior parte dei casi, prima per risucchiare anima e sentimenti dalla preda e successivamente per lasciarla nell’oblio e nella confusione più totale.
Tale guida è scritta non per insegnare qualcosa a qualcuno ma nell’umiltà più totale, per far si che la mia esperienza e le mie constatazioni, possano in modo diretto o indiretto portare un sollievo, un miglioramento, e si spera un concreto aiuto a quanti hanno provato quello che ho provato io e a quanti vorrebbero liberarsi di queste persone malvage senza riuscirci.
I miei più sentiti ringraziamenti vanno a The witcher e ad altri utenti del forum che grazie alle loro guide e ai loro post sono riusciti a darmi un concreto aiuto quando ancora stavo malissimo e non sapevo da che parte prendere.

CONDIZIONI IN CUI L’UOMO CADE:
Come primo punto va sottolineato che queste donne non scelgono a casaccio, ma sempre con cognizione di causa, non scelgono mai uomini con un’ alta autostima, bensì deboli, in alcuni casi per natura e per carattere e in altri se appena usciti da situazioni familiari e sopratutto relazionali difficili. Sappiate che scelgono la preda alla perfezione e non lasciano nulla al caso, la brillantezza che mostreranno inizialmente, col tempo oltre a trasformarsi in malvagità diventerà SOLO intelligenza strategica (nel distruggervi), ma non c’è da allarmarsi perché hanno un tallone d’achille….LA RIPETITIVITA’ E LA RIDONDANZA nei comportamenti. Ragionano a schemi preconfezionati, SEMPRE.
Per quanto mi riguarda queste persone mi sono risultate affascinanti e hanno attecchito su di me in due periodi disastrosi della mia vita, in cui avevo problemi in famiglia, problemi di autostima e bisogno di aggrapparmi e di amare qualcuno. Se uno sta bene come sto io ora, oltre a evitarle, ti schifano, è un po’ come avere affianco un rettile, sono interessanti, ma si prova sempre quel leggero insipegabile fastidio.

COME SI PRESENTANO SOCIALMENTE:
-brillanti, sembrano intelligentissime e diversissime dalle altre.
-piene fin sopra i capelli di principi che sbandierano
-pubblicamente irreprensibili (e vi nasconderanno agli altri….eccome se lo faranno soprattutto se avete compagnie in comune)
-con pochissime o nessuna amica, e se ne hanno voltato l’angolo le odiano
-solitamente hanno tantissimi amici uomini, e solitamente ci sguazzano perché sono ambigue, percui in una compagnia si giostrano come vogliono, perché sembra vogliano qualcosa di più ma non è mai vero
-materialiste fino allo spasimo
-amicizie sempre superficiali e usa e getta
-non possono essere contraddette perche diventano autoritarie o aggressive (se non fossero donne senza ombra di dubbio violente)
-simpatiche in modo diverso dalle altre con continue allusioni, fraintendimenti, cose dette e non dette
-sembra che abbiano milioni di interessi ma nel profondo sono pigrissime, disordinate e incuranti di tutto tranne che del loro corpo.
-cercano conferme sempre e comunque, dagli amici, nel lavoro, in tutto ciò che fanno e nelle relazioni sono quelle che ti ripetono 100 volte al giorno “quanto bene mi vuoi”, “quanto ti sono mancata” e pretendono che tu gli dia un valore con una non ben precisata scala di misura
-tutto quello che dicono sembra essere intelligente e colto ma se contraddetto o scavato a fondo diventa inconsistente scatenando la loro ira o il loro senso di superiorità.
-tracotanti
-passano da stati di collera a stati di euforia/mansuetudine/amichevolezza nell’arco di secondi
-la frase che sentirete piu spesso è “io non ti devo spiegazioni”
-continue manipolazioni ( si lo sò le donne ci provano sempre ma queste in modo diverso e a sproposito) anche su cose banalissime, tutto viene conquistato grazie all’ambiguità, al paradosso , al senso di colpa….non come una normale donzella ma in modo accentuato, sottile, molto più di quanto una ragazza “normale” saprebbe fare e imparare in 5 vite. Lo fanno con tutti, dai familiari, ai parenti, agli amici…indistinatamente, con tutti.
-memoria per i propri comportamenti nulla

COME SI PRESENTANO IN FAMIGLIA:
-non è mai colpa loro in nessun caso
-quasi sempre genitori divorziati
-papà assenti o con il quale hanno un rapporto strano amore/odio ti cerco/non ti cerco
-papà deboli che non hanno saputo tenere le redini nè con loro nè con le loro mamme
-mamme che si comportano da bambine, le classiche 50 enni che credono di essere sedicenni, oche giulive superficiali ,egosite e senza rapporti stabili e nella loro stupidità con tendenze manipolatorie
-si sentono il peso delle loro mamme sulle spalle se vivono con loro, come se dovessero badargli
-davanti ai vari parenti irreprensibili, delle suore vergini e illibate
-hanno tendenze egoiche, vogliono salvare il mondo, vogliono cambiare se stesse in una settimana, si plasmano inizialmente all’uomo che hanno davanti coi suoi principi e interessi, li condividono per aumentare il feeling e la presa.

COME SI PRESENTANO ALL’INIZIO DELLA RELAZIONE:
Vi sembreranno cadute dal cielo per starvi vicine ed aiutarvi, già dal primo momento avrete un sesto senso che qualcosa non torna ma non ci farete caso perché tutto sarà perfetto, saranno affascinanti, curate, irreprensibili, delle donne che vi sembreranno di valore e con un carattere forte e deciso ma piacevole, già dall’inizio diranno cose che vi faranno tirare su le antenne, lo faranno sotto forma di battute, più o meno pungenti ma con un sorriso a 36 denti alle quali non darete peso, già dal primo momento denoterete un’indecisione cronica che però non è vera ma costruita, perché più saranno ambigue più vi legheranno, con voglio/non voglio non so cosa voglio credo/immagino/vedremo.
Sessualmente all’inizio faranno le difficili e tenteranno di far passare voi per arrapati, in realtà appena entrerete nel loro gioco il sesso sarà una delle chiavi che useranno per legarvi a un catenaccio, sono BRAVE, tanto brave, ben oltre una ragazza comune, sanno farvi venir voglia di scoxxxle dovunque e comunque con un occhiata, con un gesto….ma lo noterete che qualcosa non va perché nei loro occhi non vedrete né passione né amore…ma solo il cibare l’animo da PREDATRICI che hanno.

COME SI PRESENTANO DOPO 1-2 MESI:
Cercheranno di slegarvi da vostri amici, chiederanno fedeltà in modo più o meno esplicito (e sarà un altro tassello della trappola), cominceranno con battute pesanti e vi faranno star male, tanto male, vi faranno sentire incapaci in tutto, loro sono perfette, voi siete solo giocattoli, vi umilieranno a letto o almeno ci proveranno con comportamenti al limite dell’inspiegabile, avranno “schizzi” di personalità, vi romperanno le paxxe parlandovi di quanto erano cattivi i loro ex, e ricordate, loro non hanno colpe e non devono spiegazioni….mai.
Vi terranno nascosti se avete compagnie in comune perchè pubblicamente non devono dimostrare di avere flirt o quant’altro, hanno paura del giudizio degli altri anche se dicono e si ripetono di continuo il contrario. Un’altra cosa che noterete è che non lasciano mai in pace i capelli, e continueranno a flirtare con chiunque anche in vostra presenza, e se vi incazzerete vi diranno che siete pazzi. Amano gli specchi (non per scherzo) e se una donna normale si guarda 10 volte al giorno in uno specchio, loro si guardano in ogni singola fonte di riflesso.
Vi diranno che sono insicure che sono deboli e ve lo diranno con gli occhi da cerbiatte, per poi dirvi che sono egoiste…mai voi non gli darete peso perche mentre vi parlano potrebbero già essere sopra di voi che vi scoxxno come nessun’altra ha mai fatto prima

VERSO LA CADUTA:
Scompariranno, ebbene sì un bel giorno non le sentirete più, tutto d’un tratto, poi ricompariranno e vi diranno che sono insicure, che non sanno, che vi state legando troppo, che in definitiva è colpa vostra.
Il normale p&p con loro non funziona , i tira e molla son sconclusionati, di voi a loro non frega un caxxo, perche di caxxi nei tempi in cui spariscono ne han già presi a volontà, vi tradiranno, sempre e comunque, e quando ve lo diranno per ripulirsi perché si sentono in colpa, lo faranno senza scusarsi, lo faranno per ego e per potere, lo faranno per vedervi soffrire, ma negli occhi badate bene non vi guarderanno mai. Un consiglio che mi sento di darvi è di stare attenti anche sotto il profilo sessuale, sono promiscue, solitamente non prendono precauzioni e pensano che la pillola protegga da tutto, sono ignoranti su quello che rischiano, e se vi rifiuterete vi tratteranno da bastardo che le tratta da trxxe….e lì è facile cadere perché se le si associa all’immagine irreprensibile iniziale si va sulla fiducia e senza mezzi termini si rischia la pelle, perche sono irresponsabili nel profondo. Vivono di emozioni ma non di sentimenti. Saranno bugiarde, e nel migliore dei casi le loro verità dureranno il tempo di finire il discorso e dire il contrario. Lavoreranno su continui paradossi e il tutto è finalizzato a fare in modo che voi vi chiediate MA SONO IO QUELLO PAZZO?
Ebbene no! sono loro che sono borderline psicopatiche. A questo punto sarete in gabbia, continueranno ad andare e a venire, ad essere seducenti, a farvi venir voglia di scopxxxe e odiarle nello stesso istante, i tira e molla saranno sempre più pressanti, e loro sempre più ambigue e fredde.

LA CADUTA:
Scompariranno di punto in bianco e lo faranno non prima di darvi un colpo di coda mentre state per dimenticarle,quando avranno meno potere perche siete stremati o stufi, torneranno per l’ultimo atto, torneranno perché sentono il bisogno di avere potere su qualcuno (tenete conto che nella vita di tutti i giorni sono sole).Torneranno un’ultima volta e poi scompariranno come il vento non prima di avervi dato quello che per voi poteva rappresentare una riappacificazione o la decisone di volervi. Se come nel mio caso sarete esausti,stufi e avrete capito il gioco, si allontaneranno da sole e troveranno un’altra cavia per i loro esperimenti, in ultima analisi si autoelimineranno loro, perché in quanto egoiche non accettano un “vaffanxxlo sei una pazza”….si allontaneranno prima che le allontaniate voi perché non accettano di sentirsi dire la verità.
E le rivedrete assieme alla prossima vittima e all’inizio starete male ma poi ringrazierete il cielo per avervi liberato di loro, e quel povero disgraziato che gli è finito sotto vi farà tanta pena perchè non sà né che cosa rischia né che cosa lo aspetta.

CONSIGLI UTILI NEL DURANTE:
-non cercate di CAPIRE i loro paradossi, è il loro groviglio di fili mentale non il vostro
-seguite i vostri principi, quello in cui credete
-mettetele a cuccia per quanto possibile, sapendo che saranno false,bugiarde e inaffidabili e che si giostrano benissimo con la vostra rabbia, il vostro odio e la vostra passione, per questo dico che son donne dalle quali scappare, perché ogni cosa che farete vi sarà ritorta, con loro non ci sono comportamenti giusti o sbagliati, si perde e basta, a prescindere. La fuga quindi diventa vittoria.
-NON siate empatici, più vi aprirete con loro e le ascolterete e cercherete di capirle, più pagherete il conto dopo, perché l empatia comporta un “aprirsi”reciproco che loro useranno per cibarsi di voi e dei vostri sentimenti
-liberatevene e sparite il più presto possibile
-quando cercano di umiliarvi siate calmi e pacati, non potete vincerle né con la rabbia né con la passività ma solo con l’assertività, perché è un modo d’agire che non conoscono e non sanno attuare e ne hanno paura.
-non scusatele per le mancanze di rispetto, per quanti problemi abbiano/abbiano avuto devono rispettare gli altri, e devono rispettare voi, perché le avete amate, perché le avete rispettate,perché le avete ascoltate e soprattutto perché voi valete sia come persone che come uomini.
-siate indifferenti alle loro sexxe mentali e al loro “sono insicura”, “debole”, “depressa” e bla bla bla
-state attenti quando ci fate sesso perché essendo promiscue irresponsabili, davvero possono farvi dei grossi danni a livello di salute (a me per fortuna è andata bene ma ricordate sempre che la patata non vale la nostra vita)
-il sesso e la passione saranno le loro più grandi armi per attanagliarvi, usarvi e manipolarvi, perchè anche in quel campo mentono, voi senza mezzi termini sarete convinti di fare l’amore con passione con una donna che vi vuole bene e a cui volete bene, e in quel momento sembrerà proprio così….ma ahimè è solo una trappola e un’illusione.
-Usano SEMPRE gli stessi schemi, le stesse parole, le stesse caxxate, non si reinventano e sono banali.
-NON DATE BADO ALL’ISTINTO PATERNO CROCEROSSINO CHE ISTIGANO è un’ illusione come tutto quello che le riguarda

IL DOPO:
-sarete stanchi e logorati
-sarete schifati
-starete male perche penserete di avere colpe, mentre la vostra unica colpa è di averle amate e di avergli voluto bene, la vostra colpa sarà quella di non averle allontanate prima.
-potreste avere attacchi di panico e ansia
-sentirvi soli come non mai
-sarete arrabbiati
-avrete poca autostima
-sarete umiliati
-piangerete (ebbene si anche se siam uomini con queste capita)
-entrerete in ossessione perche il paradosso fra ciò che avete conosciuto e ciò che si son rivelate poi non vi lascerà dormire
-continuerete a chiedervi perchè
-non riuscirete a perdonarle e cosa peggiore a perdonarvi

LA RINASCITA:
Dopo i primi tempi di sgomento, datevi una “ripulita”, fate il vostro giro di boa, impegnatevi e concentratevi e capite che cosa vi attraeva di loro e vedrete che lo capirete, se serve anche con l’ausilio di un esperto che possa aiutarvi a comprendere a fondo che cosa vi scatenava quel click che non vi permetteva di buttarle fuori dalla vostra vita, studiate qualsiasi cosa, tanto tanto tanto sport, conoscete gente nuova e sforzatevi di continuare a farlo, andate in giro, bevete, parlate con tutte le donne che potete, sono esseri splendidi con caratteri splendidi , ogni donna è un pianeta a se stante e non sono tutte cosi, non odiate tutte le donne, l’aver incontrato ragazze così è un caso dato dal bisogno e dall’inesperienza, o semplicemente dalla sfortuna.
Il modo migliore per uscirne è PERDONARLE e PERDONARCI, non sanno cosa fanno, non sanno cosa sono e la vita è troppo breve per odiarle.
PERDONIAMOCI per non aver amato noi stessi e ripartiamo dall’inizio. Sarà dura, ma come ci son riuscito io ce la farete anche voi.
Ad un tratto rimarrà solo il loro ricordo e si sarà fortissimi, fatti di roccia, ma non perché si diventerà cattivi ma solo perché si sarà più forti, si esigerà rispetto, si imparerà a dire no!, e si imparerà ad amarsi.
NESSUNA VENDETTA e la regola dovrà essere AMARE GLI ALTRI MA MAI PIU DI SE STESSI.
Posso assicurarvi che dopo averle provate, avrete provato il peggio e tutto il resto sarà facile e divertente, non avrete più paura di nessuna donna, vi farete avanti anche con quelle che a prima vista sembrano strxxze e astiose, la paura scomparirà, avrete le vostre ferite e imparerete a riconoscere questi “serial killer emozionali” a colpo d’occhio, basterà uno sguardo e le allontanerete da voi, perché anche se non le conoscete sentiranno che avete già provato donne come loro, e avranno paura della vostra consapevolezza.

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CARISSIMI AFRICANI, COME VA? ADESSO NOI EUROPEI VI RACCONTIAMO LA VERITà.

helga apfelbaum

Foto di Gian Paolo Tomasi
Articolo di Alessandro Gilioli
Carissimi africani, come va? Qui è l’Europa che vi parla! Da Bruxelles, avete presente? Pensate che proprio da qui giusto un secolo e mezzo fa ci si divertiva a farvi lavoraregratis nelle piantagioni e nelle miniere per la maggior ricchezza di re Leopoldo, però dai, ragazzi, noi ci si conosceva già da parecchio prima: quando tutti insieme – inglesi, olandesi, portoghesi, spagnoli etc – abbiamo messo in catene 12 milioni di voi per venderli in America, e anche lì è stato un bel business. D’accordo, un paio di milioni ci sono rimasti durante la navigazione, ma pazienza: su quel lucrosissimo commercio triangolare abbiamo costruito la nostra rivoluzione industriale, quella che voi non avete avuto.
Poi però portarvi di là in catene non ci bastava più e allora abbiamo pensato di prendere direttamente le vostre terre, perché abbiamo scoperto che erano piene di roba che ci poteva essere utile. I francesi hanno iniziato dal nord e gli inglesi da sud, un po’ di stragi a schioppettate ed è diventato tutto roba nostra. Anche i belgi, si diceva, si sono dati da fare, pensate che a un certo punto il loro impero era composto al 98 per cento di terre africane. Poi si sono mossi i tedeschi, infine gli italiani, insomma dopo un po’ non c’era più un fazzoletto di continente che fosse vostro, che ridere.
A proposito degli italiani, come sempre sono arrivati ultimi, però si sono rifatti con il record di prima nazione al mondo che ha usato i gas sui civili, a un certo punto donne e bambini si ritrovavano dentro una nuvola di iprite e morivano a migliaia tra orrendi spasmi. «Mica vorranno che gli buttiamo giù confetti», disse il generale De Bono, che simpatico burlone. Il bello è che chi si trovava nei dintorni moriva anche una settimana dopo, il corpo pieno di devastanti piaghe, per aver bevuto l’acqua dei laghi piena di veleno, che fresconi che siete stati a non accorgervene.
Finito il colonialismo – ormai vi avevamo rubato quasi tutto, dai diamanti alle antiche pergamene amhare – non è che ci andasse proprio di levare le tende e allora abbiamo continuato a controllare la vostra politica e la vostra economia, riempiendo d’armi i dittatori che ci facevano contratti favorevoli, quindi comprando a un cazzo e un barattolo quello che ci serviva in Europa, devastando i vostri territori e imponendo le nostre multinazionali per quello che abbiamo deciso dovesse essere il vostro sviluppo. Voi creduloni ci siete cascati ancora e ci siamo divertiti così per un altro secolo.
Se poi un dittatore si montava un po’ la testa e pensava di fare da solo, niente di grave: lo cambiavamo con un altro, dopo aver bombardato un po’ di città e aver rifornito di cannoni le milizie che ci stavano simpatiche per massacrare quelle che ci stavano antipatiche. Del resto da qualche parte le mitragliatrici o i carrarmati che produciamo li dobbiamo pure piazzare, qui in Europa siamo in pace da settant’anni e mica possiamo rinunciare a un settore così florido.
Negli ultimi venti-trent’anni poi abbiamo creato un modello nuovo che si chiama iperconsumismo e globalizzazione, allora abbiamo scoperto che l’Africa era perfetta per comprarsi tutto quello che noi non volevamo più perché noi dovevamo possedere roba nuova e con più funzioni, così abbiamo trasformato il porto di Lomé in un immenso centro di svendita dei nostri vecchi telefonini e delle nostre vecchie tivù, tanto voi sciocchini vi comprate tutto pur di cercare di essere come noi.
Già che c’eravamo, abbiamo usato i vostri Paesi come discarica dei nostri prodotti elettronici ormai inutilizzabili, quelli che nemmeno voi potevate usare. Pensate che curiosa, la vita di un nostro accrocco digitale: inizia grazie al coltan per cui vi ammazzate nelle vostre miniere e finisce bruciando tra gas cancerogeni nelle vostre discariche; in mezzo ci siamo noi che intanto ci siamo divertiti o magari abbiamo scritto post come questo.
Insomma, ragazzi, siete nella merda fino al collo e ci siete da tre-quattrocento anni, ma a noi di avere avuto qualche ruolo in questa merda non importa proprio niente, non abbiamo voglia di pensarci e abbiamo altro da fare.
Negli ultimi tempi poi, con questa storia dei televisori, dei computer e delle parabole satellitari, purtroppo siete cascati in un altro increscioso equivoco, e cioè vi siete messi in testa che qui in Europa si sta meglio: ma come fa a venirvi in mente che vivere in una casa con l’acqua corrente e l’elettricità sia meglio di stare in mezzo al fango e tra quattro pareti di lamiera ondulata? Bah, che strani che siete. Anche questa cosa che avere un ospedale è meglio che morire di parto, o che uscire di casa a prendere un autobus sia meglio che uscire di casa e prendere una mina, o che mangiare tre volte al giorno sia meglio che morire di dissenteria per malnutrizione, che noia, mamma mia.
Così alcuni di voi, di solito i più sfigati, hanno iniziato a lasciare la baracca e le bombe per attraversare prima il deserto poi il mare e venire qui a rompere i coglioni a noi.
D’accordo, quelli che lo fanno alla fine sono poche decine di migliaia rispetto a oltre un miliardo di voi, perché non a tutti piace l’idea di morire nella sabbia o in acqua, e gli emigranti sono pochini anche rispetto a noi, che siamo mezzo miliardo, ma insomma, ve lo dobbiamo dire: ci stanno sui coglioni lo stesso e quindi non li vogliamo, perciò abbiamo deciso che devono tornare nel buco di culo di posto da cui vengono, anche se lì c’è la guerra, la fame, la malaria e tutto il resto di quelle cose lì. Tanto più che quelli che vengono qui mica stanno sempre bene, alcuni hanno pure la scabbia, e a noi non è che ci interessa perché hanno la scabbia, ci interessa che non vengano qui, è chiaro?
Concludendo, con tutta l’amicizia e senza nessun razzismo – ci mancherebbe, noi non siamo razzisti – dovreste gentilmente stare fuori dalle palle e vivere tutta la vita nell’inferno che vi abbiamo creato. E se fate i bravi, un lavoro in un cantiere di Addis o in una miniera di Mbomou per due dollari al giorno potete anche trovarlo, con un po’ di culo, purché naturalmente a quella cifra lavoriate dieci ore dal lunedì al sabato a chiamata giornaliera, e non diciate troppo in giro quanta gente ci schiatta ogni giorno.
Se poi trasportate sacchi anche la domenica full time vi diamo qualcosa di più, così magari tra un po’ potete comprarvi un altro nostro televisore di scarto, però – mi raccomando – da usare lì, nella baracca piena di merda di capra in cui vivete.
Contenti?

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FIERA DI ESSERE DONNA

Pubblico orgogliosa questo “canto” di vita e di gioia, scritto da una meravigliosa Donna tramite Lui, che mi ha emozionata e nutrita come spero accada anche a tutti voi. La nostra perenne lezione è essere DONNE e non solo femmine.

Io so di essere donna non per sbaglio o per difetto di cromosoma, ma perché cosi mi ha voluta Dio. Ogni giorno scopro quant’è meraviglioso esserlo, quali segreti possano nascondersi dietro una del “gentil sesso”. Saranno gli uomini, la religione a relegare la donna ad alcuni ruoli, a schiavizzarla, a renderla inerme, ma Gesù è venuto a riportarle dignità, quella dignità che le era stata strappata… lo ha fatto con Maria Maddalena liberandola dai demoni, perdonandola dei suoi peccati… e quando lei desiderava stare ai Suoi piedi per ascoltarlo non le ha detto “Aiuta Marta tua sorella nelle faccende di casa” ma ha detto a Marta “Maria ha scelto la parte migliore che non le sarà tolta”. Quindi per Gesù la donna va istruita!
Quando la salvò dalla lapidazione le disse “donna va e non peccare più” quindi Gesù la rese libera “Va” ma le disse di non peccare più perché certi tipi di peccati rendono la donna schiava, priva di ogni dignità. .. mentre Egli ci ha fatte libere, preziose, e come tali dovremmo porci al mondo!
E che dire della donna samaritana che andava al pozzo ad attingere a mezzogiorno, nell’ora in cui non andava nessuno! Forse perché un po’ asociale? O forse perché si vergognava della sua condizione? Ma Gesù quando venne al pozzo e le chiese di dargli da bere, conosceva bene il suo passato e la sua vita “Hai avuto 5 mariti e quello con cui stai non è tuo marito” (la legge giudaica consentiva fino a 3 mariti). Dio conosce ogni cosa della nostra vita, tutte le ns cadute, i ns errori e i ns fallimenti ma ancora ci reputa “degne” di vivere quella vita che ha scelto per noi… però Egli è venuto, altresì, per liberarci dalla ns condizione che ci ha rese schiave, dalle ns devianze, dai ns pensieri errati, dalle ns dipendenze, dalla ns bassa autostima, dalle ferite che abbiamo ricevuto. Ci insegna a dire i ns “Si” ma soprattutto a dire i ns “No!”. Tu sei preziosa per Lui, sei una principessa… abbi di questi atteggiamenti! Non usare il tuo corpo per elemosinare affetto, ma preoccupati prima di essere amata! E se il mondo vuole farti credere che puoi trasformarti in un uomo, o tu stessa vuoi diventarlo o ne assumi gli atteggiamenti per rivendicarti delle ferite del passato, tu rispondi al mondo e a te stessa “Io sono fiera di essere donna, non quell’essere che volevate farmi credere di essere, ma semplicemente così… nella bellezza in cui sono stata creata!”.

_Angela Piccolo
‪#‎IlovebeingawomanlIovejesus‬

NON AVRAI ALTRA MADRE ALL’INFUORI DI ME

Leggere BENE la poesia qui sotto.
Il “comandamento” che impone è un esempio di Hybris.
Anch’io ero tra chi si commuoveva con tali parole ben scelte, SENZA VEDERE quanto sembrino più una minaccia, che uno scritto d’amore. Una madre non elenca quanto ha fatto per te, non ti condanna a struggerti di nostalgia per lei e non ti prometterà mai “…mi chiederai scusa per le volte che ho pianto, sapendo già che ti son state tutte perdonate…”. Una madre non vuole il figlio in ginocchio al suo altare!
Queste sono parole di una simbiosi malata, che ripeterà all’infinito chi, un giorno e se sarà fortunato, si riconoscerà un dipendente affettivo! E in terapia, risalendo oltre l’ultimo distruttivo rapporto col partner, troverà QUESTO CIBO con cui è stato svezzato! Questo si chiama abuso. Punto.
L’amore è un’altra cosa. L’amore di una madre è un’altra cosa. STIAMO ATTENTI!
Quando si smette finalmente di nutrirci di “questo” amore da canzonetta e da core-de-mamma, allora si è liberi!
_Mel

Un giorno, all’improvviso
mentre ti starai pettinando, in silenzio
o mentre ti infilerai una calza
ti verrà in mente un mio gesto
e ti ritroverai a sorridere pensandomi.
Un giorno, all’improvviso
pedalando veloce sotto le prime gocce
di una calda pioggia di settembre
sentirai un odore arrivarti al naso
e risvegliare un ricordo di mestoli e tegami
e mi vedrai davanti al fuoco, per un attimo.
Un giorno, all’improvviso
farai qualcosa che facevo anch’io
proprio allo stesso modo in cui la facevo io
e te ne meraviglierai moltissimo
perché non avresti mai pensato
di potermi somigliare così tanto.
Un giorno, all’improvviso
ti guarderai il dorso delle mani
e con il pollice e l’indice
ti pizzicherai la pelle, sollevandola
e conterai il tempo che impiega a stendersi
pensando a quando lo facevi alle mie mani
Un giorno, all’improvviso
ti ritroverai stanca, ad abbracciare un figlio
mi chiederai scusa per le volte che ho pianto
sapendo già che ti son state tutte perdonate.
E ti mancherò da fare male
Ma sarò con te in ogni gesto
o nel muoversi delle foglie
nel frusciare di un gatto nel giardino
o nelle orme di un pettirosso sulla neve
come solo l’eterna presenza di una madre lo può.
_C. Turroni

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QUALCUNO DOVREBBE DIRE QUELLO CHE ACCADE DOPO

Qualcuno in gruppo mi fece l’appunto di non dire “dopo che siamo riusciti faticosissimamente a liberarci di loro, serpeggia il vuoto”. In effetti parlavo per me, non per chi lo riempie subito, chiedo scusa. Ricordo a chi lavora su se stesso in terapia, che “il vuoto” è quello che chi ha fatto credere di poterci sentire piene CON e DI loro. Qui una bellissima lettera a Cinzia.

Cara Dottoressa,
nessuno mi aveva detto cosa avrei dovuto passare dopo aver chiuso la porta di casa al narcisista perverso che mi ha distrutto la vita per più di dieci anni. I primissimi mesi mi sono sentita liberata, come in una favola, sentivo di poter ricominciare a respirare e a vivere dopo quell’agonia quotidiana. Non avevo più paura, non dovevo più monitorarlo in continuazione per capire di che umore fosse e adeguare i miei comportamenti di conseguenza per non irritarlo.
Ma dopo i primi tempi euforici il crollo. Nessuno mi aveva detto come sarebbe stato dopo. Che non sarei più riuscita a chiudere occhio la notte, che non mi sarei più riconosciuta, che dovevo a imparare a camminare da sola, contando solo sulle mie forze. Nessuno mi aveva detto che il compagno delle mie nottate sarebbe stato l’alcool per aiutarmi a riconnettermi con me e ricordare e sentire tutte le cose che avrei voluto dimenticare ma allo stesso tempo tenere vive. Nessuno mi aveva parlato dell’ansia e degli attacchi di panico che accompagnano la fine di queste relazioni. Non sapevo più dove sbattere la testa. Per poi incappare in un altro come lui e dover iniziare a fare i conti seriamente con me stessa per cercare di capire perchè ci si butta tra le braccia di uomini crudeli e perversi.
Nessuno mi aveva detto che il percorso sarebbe stato così difficile e tortuoso e avrebbe condotto a un viaggio dentro se stesse come quello che si può fare dentro ad un abisso. Cercare di capire le proprie ferite per sanarle, entrare in contatto con la solitudine più buia e cercare di dare un senso a quello che ho vissuto e vivo. Del resto sono figlia di una narcisista cronica che non si è mai occupata di me. Credo che tutto sia partito da lì e non si può cancellare il passato. Il percorso terapeutico che ho intrapreso mi sta un pò aiutando ma il grosso lo devi fare da sola. Sto leggermente meglio, a tratti, ma qualcuno dovrebbe dire quello che accade dopo.
Un cordiale saluto
Doriana

RISPOSTA:
Io ci ho provato col mio libro, Doriana. Nelle ultime pagine de I serial killer dell’anima parlo esattamente di quel che narra lei. Intitolai quel capitolo : “E poi?….. sarà come morire”
Perchè esattamente di una piccola morte si tratta e le complesse dinamiche che legano indissolubilmente le vittime ai loro narcisisti perversi una volta spezzate determinano conseguenze e strascichi molto pesanti. Forse per questo staccarsi da loro risulta così spaventosamente difficile. Eppure, se ci pensiamo bene, non c è cambiamento che non richieda sforzi colossali e l’adattamento alla nuova situazione rappresenta un vero e proprio percorso di conoscenza approfondita di se stessi. Al di là delle conseguenze psicologiche e psichiatriche che ha giustamente deciso di affidare alle cure di un medico e che vanno a determinare una vera e propria sindrome (che io e un’equipe di studiosi in materia stiamo cercando di portare all’attenzione della comunità scientifica e abbiamo battezzato SDMR – Sindrome da Manipolazione Relazionale), che periti del settore quali il Prof Pier Pietro Brunelli han chiamato Trauma da Narcisismo, ci sono altre ripercussioni.
Ma la voglio invitare a guardare la parte positiva di questa tragica esperienza. Sono poche le cose che possono accadere a una persona in grado di determinare cambiamenti profondi. Parlo di cambiamenti strutturali. Del proprio modo di vedere e di sentire la vita. Parlo di maturità emotiva e crescita, di spiritualità. Ma sono certa che lei sa bene di cosa sto parlando. Si tocca il fondo per sprofondarci e poi risalire. Il decollo è difficile e gli intoppi sono numerosi. Troppi anni di dipendenza affettiva richiedono un giusto periodo di disintossicazione. Mi dice che ha trovato un altro uomo simile al precedente ma non si sofferma sulle nuove problematiche che sta affrontando. Mi permetto, però, di suggerirle, dato che l’ha riconosciuto di lasciarlo andare subito. Non ha bisogno di replicare il suo vissuto. E anche se è figlia di una madre narcisista é bene che questa ferita la curi in terapia. La coazione a ripetere nasconde spesso il bisogno di riparare quel che è accaduto in precedenza. Ma non si ripara con un altro narcisista. Bisogna lasciarli andare e provare a perdonare e perdonarsi. Non butti via altro tempo cara. Da sola ce la può fare benissimo e quando capirà di potercela fare con le sue gambe sarà pronta ad accogliere altro.
Un forte abbraccio
Cinzia Mammoliti
http://www.cinziamammoliti.it