Il tempo è prezioso, assicurati di star davvero vivendo la tua vita e non quella che qualcuno voleva.

Melania Emma

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Non negoziare mai qualcosa di inestimabile con qualcosa di semplicemente prezioso.
Melania Emma

CARNEVALE

Assegnare ai bambini un gioco da grandi, è come far fuori due persone, te e il bambino.

Melania Emma

Un Dipendente Affettivo ama comunque e disperatamente e potrebbe annullare la sua intera vita per questo. Crede che amare lo salverà e lo garantirà dalla solitudine, crede che sarà amato solo se ama. Per questo sogno, si costruisce con le sue mani una cattedrale con le sbarre, dove diventa prigioniero dei suoi sterminati bisogni e paure. Al contempo vorrebbe essere libero e sa bene di aver pagato un prezzo per quella cattedrale di pseudo-sicurezze. Poi rinforza le sbarre proprio appena vede uno spiraglio di occasione di libertà, perché se volasse perderebbe i punti di riferimento che, anche se nel frattempo sono diventati nocivi e limitanti, lo identificano e radicano comunque.
È un lavoro possibile quello di uscire dalla DA, e che ripaga infinitamente.
Melania Emma

PATOGENI e DIFESE

Oggi ascoltavo per caso una tizia parlare al telefono dei “patogeni” al microscopio, ma non ho capito se era un medico o parlava in senso lato. Ho scelto il senso lato e ho proseguito nel mio volo mentale: “Parlerà dei narcisisti, dei manipolatori?” e mi notavo quanto si accaniva, perdendo le virgole e le pause, tutto per parlare dei patogeni a qualcuno che doveva assolutamente sapere. Anch’io mi sono sgolata a parlare dei patogeni quando ho aperto il blog e la pagina fb. Ma il vero beneficio l’ho avuto quando ho iniziato a fare focus su di me e da lì non ho mai smesso. Allora vi giro la domanda che avrei fatto oggi alla tizia (che sembrava la me stessa di un tempo), se avesse parlato con me:
“Quanto paga sezionare i patogeni al microscopio? Quanto paga invece rafforzare le difese?”
Buonanotte cari lettori 🧡
M

Lo psicologo bravo insegna a pensare. Egli è solo uno che ha imparato a pensare ed è in grado di passare il suo metodo agli altri, perché è proprio dai pensieri errati che viene il dolore. Non da altro.

Melania Emma

CON LA CODA DELL’OCCHIO

Una volta preso posto e accomodatasi sulla sua panca, con la coda dell’occhio sinistro Lia vide una nuca d’uomo seduto due panche più avanti a sè, la cui fisionomia le ricordava lui. Lo guardò meglio e quando l’uomo si girò per guardarsi attorno, forse in cerca di qualcuno, lei potè vederlo di tre quarti: la quasi totale calvizie dei sessanta superati, molto curata, così come i corti ma folti baffi bianchi, che le piacevano sempre tanto quando si accordavano al rosa della carnagione di una senilità ben portata. I lineamenti fatti, regolari, mascolini, vissuti ma riposati, la mascella ben disegnata, come la linea del naso che staccava dalla fronte, l’espressione calma. L’uomo stette girato a lungo ad osservare chissà chi o chissà cosa nella sala, tanto che Lia – ormai ipnotizzata a fissarlo – poté capire in cosa quell’uomo, così fisicamente uguale, differiva dal ricordo di lui: nella profondità dell’espressione verso quel chissà chi o chissà cosa. Lo sguardo non era dilatato, fanciullesco, quasi al limite della paura come se, a palpebre spalancate, potesse quasi risucchiare e controllare quanto più mondo possibile. Non era. Quell’uomo studiava quieto qualcosa, ma così profondamente e benevolmente che Lia ebbe voglia di piangere, per non essere mai stata veramente vista. Era sempre stata più nuda che vestita con lui, eppure non era mai stata vista.

Melania Emma

Scrivere è quella febbre, quel delirio, che se la guarisci ti ammali.

Melania Emma

Il narcisista è maestro nel provocare reazioni.
Di rabbia, di opposizione, di giustizia, di ordine.
Viola “involontariamente” confini e diritti.
Lo scopo?
Usare la reazione ottenuta per dimostrare.
Quanto lo han capito male.
Quanto era in buona fede.
Quanto soffre per le ingiustizie.
Quanto gli altri sono un problema.
Quanto è vittima degli altri.
Quanto, ma quanto, è buono.
E non c’è niente di più narcisistico di una vittima inconsapevole.
Melania Emma

Tutta questa voglia di “aggiustare” qualcuno di rotto, non è una dinamica sana. Tutto il pensiero colonizzato dal trovare il “come fare” ad aggiustare qualcuno che andrebbe aggiustato, siamo sicuri che sia il bene della persona “rotta”? E, ammesso che lo sia, chi dà il via alle danze? Voi o la persona rotta? Davvero pensate che si possa “portare qualcuno ad aggiustare” o indicargli dove andare e come fare e tutto va a posto? O forse (forse) c’e qualcosa da aggiustare prima in chi ha questo pensiero fisso? E soprattutto: cosa sareste, che vita avreste voi, senza qualcuno di rotto da aggiustare (aggiustare=amare)?
Melania Emma

Il narcisista, con te a fianco che sei fatto di emozioni, di palpiti, di reazioni, di spontaneità, di amore e vita, si sente una divinità.
Viaggia in corsia preferenziale.
Si percepisce al di sopra di tutti.
Del Tutto.
Snobba le regole.
Le scuse.
Aborre il dolore.
La fragilità.
Infatti, è per questo che è un perdente.
Melania Emma

Una cosa l’ho imparata, sul comportamento manipolatorio e non c’è scritta in nessun libro: come viene pronunciato il tuo nome? Con che frequenza?
Chi ti vuole prevaricare, dominare, magari zittire, usa dire il tuo nome in ogni frase a te rivolta. E dove c’è fra voi una conversazione, è anche peggio, perché il tuo nome viene usato come le virgole.
Se non sa il tuo nome, la persona manipolatrice tende a chiamarti gentilmente ma marcatamente “Signora” tanto che alla fine della conversazione ricorderai solo il tono con cui calcava la parola “Signora” e tutto il discorso suonerà coercitivo.
La comunicazione con le persone “violente ma con le mani pulite” é sempre a due livelli, uno socialmente ineccepibile e uno pregno di ogni Male e no, non sei pazza tu: é esattamente così!
Melania Emma