Non vi dimenticheranno mai, statene certi.
Con voi hanno vissuto un magnifico “live” e loro, abituàti invece a vivere solo in playback, immaginate che odio possono conservare dentro dopo il “live” con voi. Odiare è la loro modalità espressiva più spontanea, di voi amavano (e odiavano) la vostra genuinità, la vastissima gamma di espressioni, di stati d’animo e sentimenti. Avete idea di che caleidoscopio di emozioni siete stati per quel dispositivo in bianco e nero? Come potrebbero non desiderare distruggervi, dopo aver realizzato che quello che loro imitano da una vita a voi viene naturale ESSERE? Imitare, questa è la vita del narcisista: far credere che sia. Mentre voi SIETE.
Perciò non vi dimenticheranno mai, statene pur certi. Vi ricorderanno, ripescheranno chissà dove quelle emozioni, ancora e ancora, mai uguali, disperatamente, meccanicamente.
Il narcisista patologico soffre da cani, ma non si può permettere di dirlo, né mostrarlo, pena l’essere inghiottito dal suo stesso buco nero di dolore. Non vi diranno mai quanto soffrono, né quanto gli costa caro mascherare una intera vita così.
Ciò non sia mai e poi mai motivo di nostalgia, pietà o rimpianto per nessuno di voi: sono cloni. Punto.
Melania Emma

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Comprendi bene la differenza tra qualcuno che parla con te durante il suo tempo libero e qualcuno che si ricava del tempo libero per parlare con te.

Melania Emma

Quando vedo una persona narcisista con il fidanzato o la fidanzata, l’immagine che mi viene in mente è quella di due giardini confinanti, ma in condizioni diverse: uno rigoglioso e lussureggiante, l’altro secco e arido. Restano vicini, ma il primo toglie acqua al secondo e lo esaurisce a poco a poco, gli succhia la sua forza vitale. L’individuo narcisista è un divoratore di energia.
(Walter Riso – Amori altamente pericolosi)

Una categoria di persone pericolosa è quella che si fregia di essere sempre corretta, pronta a puntarti il dito addosso per farti notare che sbagli. Se ti fermi un attimo a riflettere poi ti accorgi che tutta l’onestà di cui vanno fieri è un mantello per coprire la loro rabbia, perché per sentirsi bene hanno bisogno di sminuire gli altri.

Marco Salerno

OTTO MODI PER RICONOSCERE I MANIPOLATORI AFFETTIVI

  1. Ti fanno passare la voglia di essere onesto. Se fai un’affermazione, viene rigirata. Per esempio, potresti dire: “Mi dispiace molto che hai dimenticato il mio compleanno“. Ti potrebbero rispondere in questo modo: “Mi rattrista pensare che secondo te io potrei dimenticarmi del tuo compleanno, avrei dovuto dirti dello stress che subisco in questo periodo ma come vedi non ho voluto coinvolgerti. Hai ragione, avrei dovuto mettere da parte questa sofferenza e concentrarmi sul tuo compleanno. Mi dispiace“. Potresti vedere anche delle lacrime. Anche se mentre senti le parole hai la sensazione angosciante che essi non siano affatto dispiaciuti, a questo punto non sai più cosa dire. Se ci provi, ti trovi a fronteggiare la loro ansia. Ogni volta che subisci questa sceneggiata, non cedere. Non ti preoccupare, non accettare scuse insulse: se percepisci la falsità forse è proprio così. Regola numero uno: quando hai a che fare con un manipolatore emotivo, fidati del tuo intuito e delle tue percezioni. Una volta che un manipolatore trova uno dei suoi polli, lo aggiunge alla lista e dovrà sempre sorbirsi questa immondizia.
  2. Vogliono far credere di essere dei volenterosi aiutanti. Se tu chiedi a loro di fare qualcosa, la maggior parte delle volte sono d’accordo. Ma appena dici “grazie“, iniziano a sospirare o a dimostrare senza usare parole che non hanno proprio piacere nel fare quella cosa. Se provi a farglielo notare, ti diranno in tutti modi che ti sbagli e che loro vogliono aiutarti. Questo fa impazzire le persone ed è la loro specialità. Regola numero due: se un manipolatore emotivo ti dice di sì, tieni conto solo della sua risposta verbale. Non fare caso alle altre espressioni. Fa’ in modo che ti dicano in faccia che a loro non fa piacere aiutarti, oppure indossa un paio di cuffie, vatti a fare un bagno rilassante e lasciali recitare il loro teatrino.
  3. Negano di aver detto una cosa che tu ricordi bene. Se stai vivendo una relazione che ti porta a desiderare di registrare le conversazioni, stai sperimentando una manipolazione emotiva. Si tratta di persone esperte nel ribaltare, razionalizzare, giustificare e spiegare le cose. Sanno mentire in un modo così raffinato che potrebbero chiamare “bianco” il nero, e sostenere in maniera così persuasiva le proprie convinzioni a tal punto da farti dubitare dei tuoi sensi. A lungo andare questo può alterare il tuo senso della realtà. La manipolazione emotiva è pericolosissima. Può essere sconcertante per loro vederti prendere nota durante le conversazioni: digli che per te è un periodo in cui tendi a dimenticare le cose e che hai bisogno di segnarle. Questo fatto ti dovrebbe far capire che è meglio stare alla larga: a questo punto il campanello d’allarme dovrebbe suonare con insistenza.
  4. Sono specialisti nel far sentire in colpa. Ti possono far sentire in colpa se parli o se non parli, se sei sensibile o se non lo sei, se ti preoccupi o se non ti preoccupi abbastanza. Possono far leva su qualunque cosa per acuire il tuo senso di colpa. I manipolatori emotivi raramente manifestano i loro desideri o bisogni apertamente, riescono ad ottenere ciò che vogliono in altri modi. La colpa è uno di questi, ma ce ne sono pure altri, magari meno potenti, perché le persone in genere sono disposte a tutto pur di ridurre il proprio senso di colpa. Un’altra potente emozione che viene usata è la compassione. Un manipolatore emotivo fa la vittima. Manifestano un bisogno di aiuto, cure e attenzioni. Raramente combattono le proprie lotte o fanno da soli il lavoro sporco. La cosa buffa è che quando tu fai qualcosa per loro (una cosa che loro non ti avevano espressamente chiesto), cambiano d’espressione e dicono che sicuramente non volevano e non si aspettavano che tu facessi qualcosa! Impegnati a non combattere le lotte di altre persone e a non fare il loro gioco. Una buona risposta è “Ho piena fiducia nella tua capacità di far riuscire questa cosa”; controlla la risposta e il tuo rivelatore di baggianate.
  5. Giocano sporco. Non affrontano le cose direttamente. Parlano dietro le spalle e fanno in modo che altri ti dicano le cose che loro non hanno il coraggio di dire. Sono degli aggressori passivi, nel senso che trovano modi subdoli per farti capire che non approvano quello che fai. Dicono quello che secondo loro ti fa piacere sentire, ma poi non compiono azioni per sostenerlo. Per esempio, nel caso tu volessi tornare all’università, ti direbbero una cosa del genere: “Tesoro, mi fa piacere che tu voglia riprendere gli studi, sappi che ti sosterrò“. Poi la sera prima dell’esame, mentre sei al tavolo che studi, compaiono alla porta i loro amici per giocare a poker, i bambini piangono, la TV urla e il cane vuole uscire. Il manipolatore se ne sta seduto tranquillo e ti guarda stranito. Prova a dirgli qualcosa e ti dirà: “Oh, non pretenderai mica che il mondo si fermi perché tu hai un esame, amore!” A questo punto puoi piangere, gridare o strozzarlo/a: solo quest’ultima azione ha dei benefici a lungo termine, ma ti porta dritto in galera.
  6. Se hai il mal di testa, loro hanno un tumore al cervello! Non importa quale sia la tua situazione, il manipolatore l’ha già passata o la sta vivendo, e pure 10 volte peggio. E’ difficile avere un rapporto alla pari con loro perché dirottano la conversazione e spostano l’attenzione su loro stessi. Se glielo fai notare, si offendono o si lamentano, e ti chiamano “egoista”, o affermano che sei tu quello che vuole sempre essere al centro dell’attenzione. Magari sai che non è così, ma ti trovi nell’impossibilità di dimostrarlo. Non perderci tempo, non è detto che stiano peggio di te.
  7. Riescono in un modo o in altro ad influenzare le emozioni di chi gli sta intorno. Quando un manipolatore è triste o arrabbiato, tutte le persone intorno a lui lo sono. Istintivamente gli altri cercano di riportare un po’ di serenità, e la via più breve è cercare di far sentire meglio il manipolatore, cercando di porre rimedio a ciò che per lui è sbagliato. A furia di stare con una persona del genere, sarai così coinvolto e invischiato che ti dimenticherai che anche tu hai dei bisogni: abbandona il manipolatore, tu hai i tuoi problemi e i suoi stessi diritti.
  8. Non si riesce a metterli davanti alle conseguenze delle loro azioni. Non si ritengono responsabili di sè stessi o del proprio comportamento, sono sempre gli altri che fanno del male a loro. E’ facile riconoscere un manipolatore emotivo, se rivela prematuramente dettagli molto personali e tu provi pena per lui. All’inizio del rapporto ti sembrerà di trovarti di fronte ad una persona sensibile, emotiva e magari vulnerabile. Credimi, un manipolatore emotivo è vulnerabile quanto un cane rabbioso, e con lui ci saranno sempre problemi e crisi da superare.

Questo articolo è una traduzione di Giovanni Cappellini, che ringrazio. Melania Emma.

C’è gentilezza e gentilezza. C’è la gentilezza tipica della persona educata e sensibile e c’è la gentilezza melliflua di chi sta lubrificando il bastone nodoso che si appresta ad infilarti nel culo.

Melania Emma

Ti chiedi spesso perché attrai narcisisti e psicopatici? E ti chiedi anche se forse è perchè tu sei come loro? NO, non lo sei. È che gli squali sono istintivamente attratti dal sangue. E tu sei vivo.

Melania Emma

Si tocca il fondo, può capitare.
In quel fondo nero capita anche di aggrapparti alla prima cosa che viene verso di te, magari ad una “persona” che per stare bene ha bisogno di te proprio lì schiantato su quel fondo. Quando poi risali dal fondo (perché dal fondo si risale sempre), può capitare di riguardare l’essere con cui ti eri relazionato nel basso di quel fondo. E guarda oggi e guarda domani, una sola parola descrive tutto: costernazione.
E la costernazione ti tiene lì congelato a pensare soltanto “Ma come ho potuto? Ma cosa ci ho trovato? Ma ero io quello?”. Sei incredulo. Osservi cosa fa, la povertà dei suoi contenuti, ascolti cosa dice o scrive, monotematico, ossessivo, rabbioso, convinto. Oppure finto-felice e appagato. Una miseria umana che ostenta vita.
Ecco, Costernazione è il sentimento di quando ne sei totalmente fuori. È come girarsi e guardare ipnotizzato la carcassa che eri, con quel vecchio avvoltoio ancora lì a fianco, che un tempo ti tese la mano per tenerti solamente sul fondo con lui.

Melania Emma

  • Non fidarti di chi non si incazza mai.
  • Non fidarti di chi non dice vaffanculo.
  • Non fidarti di chi è sempre calmo, buono, zen.
    Non sono umani.

Melania Emma

fatevi un regalo

Ci sono persone intorno a noi che sono adorabili, altri delle guide o ancore di salvezza. Alcune sono persone estremamente positive, altre sono neutre e riservate ma è solo sintomo della loro indole introversa. Infine ci sono persone squallide, piene di rancore e di invidie, persone distruttive e bugiarde che strisciano intorno a noi in attesa che qualcosa vada storto, di denigrarti o diffamarti, di tenderti la mano se sei in pericolo per poi ritrarla nel momento più sbagliato possibile. Fatevi un regalo, prendetevi la libertà di eliminare questo genere di contatti, è vostro diritto e dovete tutelare la vostra salute.

Shahruz Rouholfada

VUOI TU PRENDERE…?

Virus

Ti viene detto che sei malato. “Curati!”
Ti curi, per poi scoprire che sei sano.
Che ti hanno accusato, che era solo una prassi.
Scopri che la vera malattia, cieca e inconsapevole, punta il dito a te. “Curati!”
Malattia che però diventerà ben visibile solo quando sarà addosso a te e tu, pieno di pece nera, crederai davvero di essere quello schifo.
Lo crederai a lungo, dormirai così e penserai così. “Curati!”
Ma non sei tu.
Non sei tu quello.
Lo scopri una volta per tutte proprio curandoti.
Scopri anche che la famigerata cura funziona per gli infettati come te, non per l’agente.
L’agente non ha speranza, l’infettato invece può curarsi.
La sola speranza di stare un pò meglio, per l’agente, è che tu accetti la trasfusione che vuole infonderti.
Lo farà con un amore dei più sognati e patinati, dopotutto pensaci: come faresti tu a vendere un veleno senza le leve di Desiderio, Promessa e Incanto?
A travaso completato, l’agente avrà trasposto fuori da sè il suo Male e solo allora gli sarà possibile vederlo tutto intero: lo vedrà addosso a te, mentre egli starà finalmente bene e ti accuserà: “Curati!”
Ma starà brevemente bene, perchè infondere trasfusioni ai volontari è la condanna della sua intera vita e deve ripetere tutto daccapo.
E scopri, molto dopo, quando sarai anche tu un volontario in salvo, che quel Male è davvero enorme per venire accettato dal suo portatore, che è un Dolore talmente atroce che non si può acconsentire a provare e sopportare.
Si può solo, banalmente, miseramente, disperatamente, ciecamente trasferire a chi, volontario, lo accetta come AMORE.

Melania Emma

LA COMPULSIONE A COPIARE DEI NARCISISTI PATOLOGICI


Un vero NP D.O.C. ha un inconfondibile caratteristica, lo sapete qual’è? La prova assolutamente inconfutabile che state avendo a che fare con uno di questi esseri è: COME VI COPIA.
Vi clona letteralmente.
Purtroppo si arriva a questa verità solo avendoci a che fare nel tempo, ma proprio col tempo ci metterete pochissimo (e potrete dileguarvi lontanissimo).
Sì, perchè avendoci a che fare, scopriranno in voi qualcosa che loro non hanno e questo farà scattare in loro quella brama con la quale vivono tutta la loro misera vita: COPIARE.
Un NP D.O.C. ha imparato prestissimo a simulare i sentimenti, sa piangere quando occorre, sa pronunciare parole adatte al momento, sa far veramente “sentire” quanto ama e ammira (ovviamente un empatico che percepisce a mille anche senza parlare, sentirà “davvero” il suo amore, nel preciso momento che l’NP lo simula), sa descrivervi le emozioni CHE VOI gli suscitate (memorizza per sentito dire), cosi che quando vi avrà avviluppati nelle spire ZAC! ve lo vedrete sfilare con qualcosa di vostro, qualcosa che fino a ieri non aveva, che vi lascerà scioccati da quanto è sfrontatamente esibito come suo.
Sono cose per le quali resterete un pò a domandarvi se non state esagerando voi. Poi vi direte che forse nemmeno se ne rende conto. Poi capirete che invece se ne rende conto eccome, perchè vi strizza l’occhio complice e felice. E poi, siccome amate il Bene, farete la mossa che può distruggervi: CHIEDERETE SPIEGAZIONI.
Più porrete la domanda chiara e diretta, più riceverete risposte senza senso, imprecise, devianti. Cambierà discorso. Userà tutto il suo repertorio fino al classico “Qual’era la domanda scusa? Ora mi sfugge…” e voi gliela rifarete, garbati. Ormai sapete che avete a che fare con un malato che gioca, tutti i campanelli suonano. E anche qui dovete scegliere: o lasciate perdere e lo classificate come incapace di comprendonio (ma ha capito benissimo!), o decidete di non farvi prendere per il culo e ponete la domanda della domanda: “Perchè non stai rispondendo alla mia domanda?” e qui, di quel che accade subito dopo, sappiate che diventerete voi la colpa e la causa di ogni male del mondo. Sta per imbracciare le armi e farvi fuori. Ma gli serve il motivo, che potete fornirgli solo voi, appunto, esponendovi a chiedere.
Un NP smascherato non è un bello spettacolo, la loro malattia si esplicita principalmente quando vengono messi in difficoltà e, spalle al muro, possono solo inizare a sputare il loro veleno addosso a voi. La risposta, quella che ingenuamente cercavate all’inizio attraverso un confronto “umano” con loro, ce l’avete adesso davanti agli occhi in tutto il suo splendore, li avete sfidati a dire la verità, dunque vi rivolteranno la domanda sfidandovi: “Ma a te cosa cambia se io faccio questo o quell’altro?”. NON CASCATECI!
Per una persona normale, si tratta di cercare di capire qualcosa che non sta capendo con chi gliela saprà spiegare. Ma per un NP si tratta di un affronto! State osando cercare una verità che non possono ammettere, siete malvagi (sono persone malate, ricordatelo sempre) e dunque siete da abbattere.

Tornando al copiare: è solo così che un NP sa vivere, giocando sporco. Egli non può ESSERE, non ne ha i mezzi e non possiede nulla di veramente suo, perciò deve COPIARE. Dietro questa miseria c’è ovviamente un oceano di invidia, perchè sono perfettamente consapevoli che non hanno le doti che di voi copiano, così devono da un lato lisciarvi il pelo (affinchè restiate disponibili a farvi copiare) e dall’altro odiarvi con tutto il loro essere senza darlo a vedere. Una fatica bestia.
Questi NP D.O.C saranno capi di organizzazioni umanitarie, per il sociale, per le vittime di qualcosa, per chi soffre, ecc. perchè questi posti pullulano di FONTI da cui attingere e copiare, essi amano stare a contatto con gente autentica, hanno molto bisogno dei copioni da apprendere e studiare. Vi ritroverete in breve tempo clonati senza pudore. SI TRATTA UN VERO E PROPRIO FURTO DI IDENTITA’, ovviamente che non potrete provare mai.
Personalmente, da uno di questi parassiti, mi è stata detta la frase testuale “Tu sei un sole, sei vera, sei umana, bellissima, per me sei come LA FONTE di ogni cosa”. La fonte, per l’appunto, essi non sono niente senza un esempio buono cui attingere, ma la loro condanna è non poter riconoscere il valore di quella fonte, altimenti non esistono più loro.
Verrete copiati nel vestire e sarà penoso perchè magari siete longilinei e state bene anche con uno straccio, mentre a loro lo stesso straccio fa “profugo” o “cotechino” e sarete odiati per questo.
Verrete copiati nel parlare e sarà patetico perchè magari voi parlate naturalmente forbito con ironia, mentre a loro le stesse vostre parole in bocca senza ironia suoneranno ridicole.
Verrete copiati nell’arredare casa, nell’abbinare due gusti di gelato, nell’annodare i lacci delle scarpe, nei diritti d’autore, insomma in ogni vostra personalizzazione, fino ai più grave abusi alla vostra persona, ogni cosa diventa la loro che, poveracci, mai e poi mai potrebbero concepire qualcosa di GENUINO. La stessa parola “genuinità” li imbarazza!
Purtroppo, mancando loro completamente la personalità, il clone si rivelerà un fallimento, in un ripetersi continuo del processo qui descritto, che quindi riassumendo sarà: AMMIRAZIONE – INVIDIA – LUSINGA – FURTO – DISTRUZIONE. E via in cerca di una nuova FONTE.

Melania Emma