IL SENSO DI COLPA #2

Rieccomi a parlare di madre narcisista patologica anziana.
Potresti aver lottato per anni per rimettere insieme i pezzi della tua autostima e per altri anni tentato di costruirti una vita serena, amata, circondata di affetti sani. Potresti esserci pure riuscita e aver quindi elaborato tutto il dolore dell’abuso e di una giovinezza fagocitata da lei.
Eppure I sensi di colpa nel vederla così “fragile” (sapendo bene quanto sa recitare ogni sentimento) potrebbero riaffiorare.
Magari facendoti rimettere da parte te stessa e il tuo mondo faticosamente conquistato.

Allora, pensa solo una cosa: sei stata condizionata fin da piccola a mettere da parte i tuoi bisogni, a non esistere. Se hai fatto un buon lavoro di terapia per tagliare quel cordone malato, sappi che tu non centri nulla con la sua attuale situazione, qualsiasi essa sia. É la conduzione della sua vita che oggi hai davanti, non quello che tu ancora potresti fare e che non hai fatto per lei.

Il senso di colpa è parte del tuo condizionamento e soprattutto è il peso che la società attorno tenta di farti portare come figlia.
Non sta a te portare quel peso.
Non dopo quello che hai fatto con le tue forze per costruirti una vita lontano da lei.
Tutelati sempre.
Tutela la donna che sei diventata.
Per la società sarai una “figlia crudele”, va bene, paga il prezzo e non voltarti.

Personalmente:
soprattutto col Covid, sono diventata molto più sensibile alle sofferenze degli anziani. Quando li aiuto, é la mia parte umana che si muove, non ho nessun legame o coinvolgimento affettivo, solo pura carità e senso dell’altro. Qualsiasi altro.
E mia madre è solo ” un altro”.
Anzi, è proprio ALTRO da me.
Sono staccata dalla sua storia, dalla mia storia con lei, dal dolore che è lì davanti ai miei occhi mentre rivedo quella bambina che ero, così soggiogata da lei.
La cosa che mi aiuta di più a tenere il distacco con lei, è il suo odio feroce per me, le si trasfigura il volto da quanto mi odia. L’odio le cambia perfino la voce. Pronuncia parole di disprezzo per me che io non ho mai ricevuto da nessuno.
Ecco, questo mi aiuta, perché il solco profondo tra me e lei si riempie di cemento e solidifica un senso di morte che é più della morte fisica.
Divento orfana, non so spiegarlo meglio.
É uno stacco profondo.
E non fa più male.

Spero che post dopo post, un pó alla volta, io possa aiutare chi come me é figlio di “questa gente”, di queste madri che non si possono raccontare a nessuno, se non ci sei passato di persona.

A presto.
Melania Emma

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